25/03/13 Il pm Di Matteo al caso Mori: "Mancino tentò di inquinare le prove"

Palermo. Ancora una volta viene fatto rifermimento alle intercettazioni che riguardano l'ex ministro Nicola Mancino, questa volta il pm Di Matteo le cita nella requisitoria della procupra di Palermo nel processo ai militari del ROS, Mario Mori e Mauro Obinu, e vengono descritte come "uno dei tanti tentativi di strumentale inquinamento della prova in questo procedimento".

Il pm Di Matteo spiega che in una delle chiamate fatte dall'ex ministro, al consigliere del presidente della repubblica Loris D'ambrosio, si diceva preoccupato per un presunto accanimento dei pm della procura di Palermo, i quali avevano chiesto un confronto in aula con l'ex minstro di Grazia e Giustizia, Claudio Martelli, e così continua: "Questo è il processo nel quale Mancino ha palesato di non tenere in conto l'autonomia del vostro giudizio chiamando il consigliere del Presidente della Repubblica Loris D'Ambrosio, cercando conforto nelle più alte cariche dello Stato per evitare il confronto. È il processo in cui testi particolarmente qualificati come ministri o membri delle forze dell'ordine hanno reso dichiarazioni contraddittorie e incompatibili. A molti è venuta la memoria solo dopo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino".

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