11/12/15 Clima, la classifica dei paesi più attivi contro la CO2: Italia 11esima

ROMA. Sono i Paesi europei a dominare le prime posizioni della classifica delle misure contro l'inquinamento, stilata nel rapporto annuale 2016 di Germanwatch e presentata nel corso della Conferenza mondiale sul clima in corso a Parigi. L'indagine riguarda la performance climatica di 58 nazioni che sono responsabili di oltre il 90% delle emissioni globali di CO2 e gas serra. Sul podio Danimarca, Gran Bretagna e Svezia. Buona anche la "performance" dell'Italia, che passa dalla 16esima all'11esima posizione.

La classifica, realizzata in collaborazione con Legambiente per l'Italia, parte simbolicamente dal quarto posto: le prime tre posizioni non sono state assegnate perché nessuno dei Paesi ha raggiunto la necessaria performance per contrastare in maniera efficace i cambiamenti climatici in corso e contribuire a mantenere le emissioni globali al di sotto della soglia critica dei 2 gradi centigradi. La situazione italiana - Il balzo "verde" in avanti dell'Italia si deve soprattutto alla considerevole riduzione delle emissioni (-16,1% nel 2013 rispetto al 1990). Un risultato raggiunto anche grazie al contributo delle rinnovabili (siamo al sesto posto per il trend di sviluppo delle fonti pulite) e dell'efficienza energetica combinato con la perdurante stagnazione economica. Dall'altro lato, però, l'Italia si piazza in fondo alla classifica (51esimo posto) per quanto riguarda le politiche nazionali per il clima. Promossi e bocciati - La Germania continua a rimanere nelle retrovie, confermando il 22esimo posto del 2014, dopo molti anni di leadership. Stando ai dati, importanti passi avanti sono stati compiuti da India, Stati Uniti e Cina: grazie ai significativi investimenti nel settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, i "grandi inquinatori" risalgono la classifica e si posizionano rispettivamente al 25esimo, 34esimo e 47esimo posto. La "riscossa" dell'energia pulita - Il rapporto Germanwatch sulla lotta ai cambiamenti climatici "evidenzia un forte rallentamento della crescita delle emissioni globali di CO2, che ormai tendono a stabilizzarsi", spiega Legambiente. "Trend positivo - aggiunge - dovuto al considerevole sviluppo delle rinnovabili, che nel 2014 hanno registrato il 59% della nuova potenza elettrica installata a livello globale superando, per la prima volta, la potenza combinata delle nuove installazioni di centrali fossili e nucleari".

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