01/08/13 Chiesa Slovena: crack da 800 milioni di euro

ROMA. Molte volte, ci dimentichiamo (alcuni di noi neanche se ne rendono conto), che se escludiamo i vari rituali, la Chiesa può essere considerata una grande multinazionale e nonostante non abbia fini di lucro, è forse tra le più ricche al mondo e sicuramente tra le più influenti.

In fondo, una multinazionale è un'organizzazione gerarchica e piramidale, costituita da sedi centrali dislocate in diversi Paesi che fanno capo ad una “Società Madre” (la Santa Sede). Né la Chiesa, né le sue “filiali”, non sono dunque immuni al rischio di andare incontro ad un crack finanziario, infatti, è proprio quello che è successo all' Arcidiocesi di Maribor, in Slovenia, che in seguito a degli investimenti audaci ed evidentemente sbagliati, si è ritrovata la “bellezza” di 800 milioni di euro di debiti.

Sono state coinvolte nel crack, anche diverse banche Slovene. Tutto è cominciato negli anni '90, quando, la diocesi di Maribor, guidata dall'allora arcivescovo Frank Kramberger, costituì la banca Kerk, che diventò il decimo istituto del paese e la Gospodarstvo Rast, una società commerciale, la quale controllava 2 società per azioni, la Zvon1 e la Zvon 2, che si lanciarono nell'acquisizione di edifici di immobili di altre società, aperture di ipoteche, investimenti in settori a rischio, tutti investimenti che, diciamocelo, poco hanno a che fare con la funzione che la Chiesa Cattolica, dovrebbe avere.

Degli 800 milioni, 20 riguardano direttamente la diocesi di Maribor, mentre gli altri, riguardano le società ad essa collegate; migliaia di piccoli investitori, hanno perso i propri risparmi. Nel 2011, Papa Benedetto XVI, rimosse dal suo incarico l'arcivescovo Kramberger e fu annuciato un piano d rientro del debito accumulato. Due anni fa, Anton Stress, diventato vescovo di Lubiana, annunciò un'inchiesta sul caso Maribor. Papa Francesco,che ha ereditato il ruolo di “socio di maggioranza” da Ratzinger, ha richiesto le dimissioni dell'attuale arcivescovo di Maribor, Marjan Turnsek e di Lubiana, Anton Stress. La Santa sede, non ne ha specificato i motivi, ma la stampa slovena, è convinta che i due arcivescovi, siano coinvolti con il crack economico.

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