15/01/15 Boschi: ‘’Legge elettorale? La useremo nel 2018’’

ROMA. Al Senato continua a tenere banco la discussione sulla legge elettorale. Così, il ministro Maria Elena Boschi avverte: "Non possiamo permetterci di tornare a votare senza che il Parlamento abbia svolto il proprio ruolo e dato al Paese una legge elettorale". "La dobbiamo scrivere noi" nel modo "piu' ampio possibile", ha sottolineato. "La legge elettorale e' la sfida del cambiamento. Io sono convinta che il Senato non perdera' questa occasione".

"Rappresenta - dice - un elemento di cambiamento, la prova che si puo' uscire dall'incantesimo dell'immobilismo", e, in sede di replica, al termine della discussione generale nell'Aula del Senato difende anche il metodo seguito: quello del confronto e dell'accoglimento di proposte che arrivano anche dall'opposizione. "Dal dibattito e' emersa un'apertura al confronto e sono state accolte molte proposte alternative. E' ovvio che non si puo' accettare che richieste continue di modifica siano un modo per bloccare" la riforma.

  Questa e' una legge elettorale "che mette fine all'inciucio, rottama il consociativismo e che puo' ridare un ruolo alla politica", continua Boschi, "L'attribuzione del premio alla lista significa maggiore stabilita' e cambiare anche i partiti.   Ricordo ai senatori M5S che la proposta di attribuire il premio alla lista e' venuta proprio dal loro Movimento e mi auguro che questa apertura sia apprezzata". "Un passo in avanti e' rappresentato da un diverso sistema di selezione dei candidati", ha spiegato ancora il ministro per le Riforme rilevando che "portare in Parlamento oltre il 60% dei parlamentari scelti dai cittadini e' un passo in avanti innegabile". Quanto alle soglie del 3 e del 40%, "questa modifica sicuramente corrisponde a un'esigenza di semplificazione e di rappresentanza, accoglie le richieste che alcuni partiti hanno avanzato e la richiesta di alcuni senatori dell'opposizione avanzata nel dibattito sulle riforme". "Onesta' intellettuale vorrebbe che cio' fosse apprezzato", ha sottolineato. La legge prevede delle soglie che consentono "diritti di rappresentanza e diritto tribuna ma non di veto", ha proseguito Boschi nella sua 'difesa'. Elemento "qualificante" della riforma e' "quello delle quote di genere che diventa una norma di sistema e non e' piu' una scelta del nostro partito. Un passo in avanti importante in un Paese che sta cercando di valorizzare le competenze delle donne nei ruoli chiave", ha detto ancora.   Nella legge elettorale "e' stata accolta anche un' istanza rispetto all'efficacia differita. A mio avviso utilizzeremo questa legge nel 2018 perche' questo e' un governo di legislatura, e perche' bisogna abbandonare la cattiva abitudine delle elezioni anticipate". "Una richiesta effettuata", quella della clausola di salvaguardia, "in modo molto pressante anche dall'opposizione".

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