24/07/13 Insulti a Constant: FIGC apre inchiesta

ROMA. Dopo l'episodio di razzismo verificatosi ieri durante il Trofeo Tim ai danni di Kevin Constant, che aveva abbandonato il campo dopo alcuni cori a sfondo razzista da parte di un gruppo di tifosi del Sassuolo, la procura della FIGC annuncia sul suo sito di aver aperto un'inchiesta sul caso.

Su quanto accaduto ieri si è espresso l'Amministratore Delegato del Milan, Adriano Galliani: "È stato un episodio scandaloso, ma le regole del calcio dicono che quando succede ci si rivolge all'arbitro, che lo dice al quarto uomo che a sua volta avvisa il responsabile di polizia, l'unico autorizzato a sospendere la partita. Non si può uscire dal campo" .

A gennaio successe un fatto simile sempre ai danni di un giocatore rossonero. Quella volta fu Kevin Prince Boateng ad essere bersagliato dai tifosi della Pro Patria, avversaria del diavolo in un amichevole, ma i cori furono molto più evidenti e pesanti.

Ieri, infatti ,quasi nessuno si era accorto di quello che stava succedendo fino a quando Constant non ha scagliato il pallone in tribuna. Un'ora fa la società rossonera con un comunicato ufficiale è intervenuta per difendere il giocatore: “Nella serata di ieri 23 luglio 2013 si è verificato l'ennesimo episodio di volgare intolleranza razzista: questa volta la vittima è stato Kevin Constant, che ha reagito abbandonando il campo di gioco. Non era, questa, decisione che gli competeva e, pur potendosene comprendere le ragioni, così come l'ira che ha fatto sia pur civilmente trascendere Constant, l'AC Milan ha il dovere di ricordare che tutti gli interventi contro le manifestazioni che offendono l'umana dignità, quali sono tutte le discriminazioni razziali, spettano soltanto al responsabile dell'ordine pubblico e al direttore di gara.

La difesa degli strumenti legali e delle istituzioni, dovuta da ogni membro di una comunità per la stessa sopravvivenza d'un sistema civile, non può tuttavia far perdere di vista l'ignobile sfondo su cui con inquietante frequenza accade ormai di doversi confrontare: il razzismo non ha alibi, né se esso corrisponde ad un pensiero disgustoso che divida gli uomini per il colore della pelle o la nazionalità, né se le sue manifestazioni - i suoni, le parole, i gesti - siano il frutto d'uno squallido spirito emulativo, figlio di menti miserabili, persino incapaci di formarsi opinioni, per quanto orribili esse siano. Costoro, i membri dell'una e dell'altra categoria, non meritano tolleranza: da oggi non l’abbiano più. In nessuna sede: si tratta non tanto di difendere un calciatore o uno sport, ma il mondo civile, cui essi non sono mai appartenuti.”

Ultima curiosità: ieri sera Constant ha pubblicato su Twitter una foto con Balotelli, Niang e Boateng, con sopra un messaggio chiaro: Stop Racism.

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