03/03/14 Sull'orlo del disastro

CRIMEA. La tensione tra Russia e Ucraina è alle stelle. Putin ha dato il via libera all’invasione della Crimea. Truppe e blindati russi sono entrati in territorio ucraino con l’obiettivo (o la scusa) di difendere i propri cittadini e la propria flotta del mar Nero. L’Ucraina, dal canto suo, ha mobilitato l’esercito richiamando in servizio anche i riservisti ed ha chiesto aiuto all’Occidente, lamentando con toni drammatici la violazione della sua integrità territoriale e della sua sovranità. In Crimea sono segnalati movimenti di truppe non identificabili ( circa 15.000 uomini) in quanto sulle divise manca qualsiasi segno di riconoscimento e non ci sono targhe sui camion. Quel che sorprende di più in questa situazione è l’impreparazione dell’Europa di fronte a questi eventi e l’assoluta mancanza di compattezza( la Germania cerca il dialogo mentre Francia e Gran Bretagna sostengono apertamente Kiev). Secondo alcuni osservatori internazionali esisterebbe già da tempo un piano russo per dividere l’Ucraina in due parti: una parte confinante con la Polonia che vorrebbe aderire all’Europa ed una parte filo russa, situata nella zona orientale del Paese, che vorrebbe dipendere da Mosca. In realtà, in Ucraina esistono due distinti gruppi etnici e linguistici, il primo filo occidentale ed il secondo strettamente legato al Cremlino. La Russia non è certo nuova ad imprese del genere. Ricordate l’invasione dell’Ungheria del 1956, quella di Praga del 1968 e quella più recente della Georgia del 2008?. Gli Stati Uniti hanno chiesto a Putin di far rientrare immediatamente i soldati, minacciando ritorsioni, prima fra tutte l’esclusione della Russia dal prossimo G8. Se la situazione dovesse precipitare ( teniamo presente che  le caserme con i militari ucraini sono assediate), gli USA dislocherebbero truppe Nato in Polonia ed Ungheria e sposterebbero parte della loro flotta nel mar Nero.

Facciamo ora alcune considerazioni sulla crisi in atto per comprendere meglio la situazione e la sua probabile evoluzione. Risulta chiaro che nessuna delle parti in gioco, a parte le minacce e la voce grossa, abbia interesse a far scoppiare una guerra. Tutto sarà affidato presumibilmente alla diplomazia internazionale, così come vuole la Germania, a meno che la Russia non voglia replicare l’attacco effettuato nel 2008 contro la Georgia o abbia intenzione di allargare ulteriormente le sue mire espansionistiche. La situazione più critica comunque la sta vivendo l’Ucraina perché è ad un passo sia dalla guerra civile, sia dalla bancarotta, divisa tra le lusinghe dell’Europa e la sudditanza verso Mosca. Se Kiev aderisse alla UE, l’Ucraina diventerebbe una seria minaccia per la Russia perché prima o poi entrerebbe nella Nato ed ospiterebbe sul suo territorio il sistema difensivo di questa. D’altro canto, la Crimea,  Repubblica autonoma ma situata in territorio ucraino ( donata da Krusciov di origine ucraina all’Ucraina quando lo scenario era completamente diverso ed esisteva ancora l’Unione Sovietica) ha una popolazione a maggioranza russa ed è considerata dai russi come un loro territorio. Allo stato attuale, la Russia ha sospeso il piano di aiuti che avrebbe permesso a Kiev di gestire meglio la crisi e potrebbe minacciare l’Occidente di bloccare le forniture di gas,mentre da parte europea per ora ci sono solo timide promesse di aiuto per risollevare l’economia del Paese. E gli USA?. Gli Usa hanno un solo interesse, che l’Ucraina entri nell’ Europa Unita e che diventi un membro della NATO, ma quanto sono disposti a sborsare?.

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