12/08/16 Referendum costituzionale: ecco il comitato per il no alla riforma

ROMA. Una riforma costituzionale che trasforma il Senato in un dopo-lavoro e regala l’immunità a Sindaci e consiglieri regionali.”

Questa una delle tesi sostenute dal Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione che si é ufficialmente costituito ieri pomeriggio a Tarquinia. Il Comitato, che si presenta assolutamente trasversale agli schieramenti politici, raggruppa cittadini tarquiniesi che hanno come obiettivo la difesa della Costituzione e criticano il progetto di revisione imposto dal Governo Renzi.

Quella di ieri pomeriggio è stata una prima riunione organizzativa, nella quale sono state gettate le basi per una collaborazione e sono state decise alcune iniziative da mettere in atto a Tarquinia per invitare la cittadinanza a votare No al referendum che si svolgerà in autunno.

Il Comitato tarquiniese aderisce a quello provinciale, costituitosi nelle scorse settimane a Viterbo per iniziativa di associazioni, sindacati e partiti, e si affianca a molti altri comitati locali che stanno sorgendo nella provincia.

 Molte le critiche del comitato alla riforma Renzi-Boschi. “Il disegno di riforma costituzionale – sostiene il comitato tarquiniese – è stato votato da un Parlamento delegittimato, nato da una legge elettorale, il “Porcellum”, dichiarata incostituzionale. Il Senato non viene abolito ma diventa un dopo-lavoro per cento senatori eletti dai consigli regionali e comunali, regalando così l’immunità parlamentare a sindaci e consiglieri.

Per abbassare i costi della politica non serviva stuprare la Costituzione ma semplicemente abbassare del 10% gli stipendi dei politici. Viene tolto il diritto di voto ai cittadini e sono triplicate le firme necessarie per la presentazione di leggi d’iniziativa popolare.

Le modifiche costituzionali, combinate con la nuova legge elettorale “Italicum”, realizzerebbero una grande concentrazione di potere nelle mani del Governo e del suo capo, attribuendo di fatto ad un unico partito, che potrebbe essere l’espressione di una ristretta minoranza di elettori, potere esecutivo e potere legislativo, condizionando la nomina del Presidente della Repubblica e dei componenti della Corte Costituzionale.

 In autunno, con tutta probabilità a fine novembre, si svolgerà il referendum e si potrà fermare col proprio voto – NO- questa pessima riforma, voluta per distogliere l’attenzione della gente dai veri problemi sociali ed economici che il governo non è in grado di affrontare.

 Invitiamo le associazioni, i comitati e i singoli cittadini ad unirsi al nostro Comitato a sostenere il No alla modifica della Costituzione.”

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