11/11/14 Abrogazione del grado vertice per alcuni ruoli

ROMA. Nel DDL di Stabilità per l’anno 2015 è prevista l’abrogazione dell’art. 1095 del  Codice dell’ordinamento militare, che stabilisce  la promozione al grado vertice dell’Ufficiale più anziano di alcune Armi e Corpi delle Forze Armate  composte da professionisti della medicina, dell’amministrazione statale, esperti giuristi e finanziari, e di altre discipline indispensabili all’armonico funzionamento della Difesa. Tale disposizione abrogativa è destinata a creare una grave ed ingiustificata sperequazione tra gli Ufficiali che percorrono lo stesso iter di formazione militare, violando il principio di uniforme progressione di carriera e intaccando  la  dignità del personale di questi ruoli formato, insieme ai colleghi dei ruoli operativi, presso le Accademie Militari.

Sotto il profilo finanziario, la misura proposta dal Governo realizza un taglio superfluo e senza alcuna utilità, nell’attuale contesto in cui le riduzioni organiche della “Spending Review” e della revisione dello strumento militare sono già state definite. Tale misura configura un risparmio al momento quasi inesistente (si ipotizzano per il 2015 non più di 50.000 euro) che si potrebbe assicurare con dispositivi di copertura finanziaria facilmente individuabili nelle ”pieghe del bilancio”. 

Sotto il profilo dell’equità, si osserva che la questione si è ulteriormente aggravata a causa della  raccomandazione  espressa dalla Commissione Difesa della Camera di prevedere una deroga a favore del Corpo delle Capitanerie di Porto “ avendo lo stesso competenze concernenti sia la rete di salvaguardia della vita umana in mare sia funzioni di polizia”.Ma come si può accettare tutto questo?. E’ l’ennesima penalizzazione che si abbatte sul personale militare, anzi su una parte di detto personale, quello appartenente ai ruoli tecnico logistici, che d’ora in poi potrà essere considerato a ragione figlio di un Dio minore.

La cancellazione di tale previsione dal DDL di stabilità sanerebbe, con sostanziale equità, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni di questi ruoli e confermerebbe i principi di  uguaglianza sanciti dalla Costituzione, evitando nel contempo di demotivare  gli Ufficiali interessati.

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