18/03/14 Casaluce. Pagano ricorda la giornata della regalità

CASALUCE. Uno striscione. Il pomo della discordia che ha scatenato la politica di Casaluce. Rappresentava un momento istituzionale a cui hanno partecipato un magistrato e le forze dell’ordine. Una foto. Una semplice immagine di un incontro che aveva come tema la legalità. Uno degli istanti dei cinque anni di amministrazione di cui andare fieri. Il sindaco Nazzaro Pagano ricorda quel momento come uno dei più intensi della sua consiliatura. La foto in questione si riferisce ad un momento istituzionale che ha vissuto la città di Casaluce: “La Giornata della Legalità”, in cui il Procuratore Cafiero De Raho, vessillo della lotta anticamorra, veniva a Casaluce.

Un’istantanea che è stata per circa un anno, precisamente dal 6 aprile 2013, la copertina che ha accompagnato il volto del capo dell’esecutivo sul proprio profilo ufficiale su un social network. Solo che in questo anno “non c’era necessità di strumentalizzare”, fa notare il sindaco Pagano. Uno striscione che il sindaco ha preferito togliere. Ha scelto di togliere, non costretto: “Abbiamo prima di tutto rispetto per le persone”, afferma il primo cittadino Pagano, candidato alle elezioni amministrative con la lista “Movimento civico per Casaluce”. E fa notare come “prima di posizionare quel manifesto abbiamo chiesto ai diretti interessati se potevamo farlo. Vorrei far notare a coloro che non l’hanno ancora fatto che i volti dei militari dell’Arma erano stati resi irriconoscibili mentre il procuratore De Raho era di spalle. Mi fa meraviglia che chi parla di “legalità di facciata” in veste di consigliere comunale di opposizione non si sia mai presentato a nessuna manifestazione così importante per il nostro Paese. Avevo comunicato a chi di dovere la nostra decisione di pubblicare tale foto. Sono un uomo che crede nelle Istituzioni e l'ho dimostrato in tutti i sensi ma, ricevuta la chiamata da un'altra Istituzione che rispetto notevolmente, abbiamo concordato, da uomini di Stato, di rimuovere per opportunità il manifesto”. Ecco appunto. La scelta. Concordata tra uomini. Di Stato: “Tengo a sottolineare che il manifesto è totalmente legale e che nelle mie intenzioni vi era solo l'idea di mostrare la nostra Casaluce agli occhi degli altri come una città di persone perbene, basata su legalità e giustizia: filoni che abbiamo perseguito da sempre e che perseguiremo se la volontà del popolo sarà quella di riconfermarci. Efficienza, giustizia e legalità sono le parole che contraddistinguono il Movimento civico per Casaluce”.

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