18/07/13 Caso Shalabayeva, Napolitano: 'Governo avanti con le riforme. Se cade Letta contraccolpi irrecuperabili'

ROMA. Il caso Shalabayeva, dopo le dichiarazioni del vicepremier Alfano e la relazione del capo della polizia Pansa, non è per niente chiuso. Infatti, a tener banco ora è la mozione di sfiducia ad Alfano presentata dal M5S e Sel che si discuterà in Parlamento domani, venerdi 19 luglio.

La segreteria del PD ha fatto sapere che "il governo deve proseguire nell'opera di risanamento per dare le risposte di cui il Paese ha bisogno". E che quindi "non potranno essere votate le mozioni delle opposizioni contro il governo". Ma così agendo resta comunque il problema di come ridare credibilità alle istituzioni dopo che la vicenda della Shalabayeva è stata affrontata così maldestramente senza che nessuno responsabile ne paghi le conseguenze. L'ex segretario dei Ds, Massimo D'Alema, sulla vicenda ha dichiarato che aprire una crisi di governo in questo momento sarebbe da irresponsabili, ma ha anche aggiunto: "Se io fossi il ministro dell'Interno Alfano andrei dal presidente del Consiglio e rimetterei le deleghe". Sulla stessa linea della segreteria del PD, il presidente della Repubblica Napolitano, il quale ha ribadito stamattina che "il governo deve andare avanti sulla strada delle riforme" e che "tornare alle elezioni avrebbe contraccolpi irrecuperabili".

Di tutt'altro avviso è il sindaco di Firenze, Matteo Renzi che ieri dichiarava: "Nei palazzi romani non c'è proprio nessuno che voglia tornare alle elezioni,  nemmeno tra i parlamentari delle minoranze. Insomma se cade Letta, non si vota. Se anche si formasse un nuovo Governo non sarei io candidabile  - prosegue Renzi - se andrò a Palazzo Chigi un giorno, ci andrò forte del consenso popolare non di manovre di Palazzo". I renziani al parlamento dichiarano che la lettera del dimissionario capo di Gabinetto Procaccini costituisce un prova del fatto che "Alfano sapeva".

E' da poco iniziata la riunione dei senatori del PD per discutere la linea da adottare domani per la mozione di sfiducia ad Alfano. Ma la spaccatura all'interno dei democratici è molto ampia.

La posizione del PDL invece resta ferma sull'appoggio al ministro dell'Interno senza se e senza ma (come dichiarato dalla Santanchè). "Il ministro Alfano martedì ha informato il Parlamento della relazione del capo della polizia Pansa, da cui si evince che era stato tenuto all'oscuro sulla vicenda kazaka - dice Renato Schifani - Alfano non si deve dimettere e non si dimetterà". Dello stesso parere il capogruppo alla Camera Brunetta: "Noi non ci stiamo a questo gioco al massacro che va contro gli interessi nazionali ed internazionali dell'Italia. Noi chiediamo che il Partito democratico, l'altro partner della coalizione, si assuma tutte le sue responsabilità".

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