06/10/16 Associazione Città Viva Teverola ospita Convegno su Giancarlo Siani

TEVEROLA- Mercoledì 5 ottobre alle ore 18:00 l’Aula Consiliare del Comune di Teverola ha ospitato un evento inedito per la città, organizzato dall’associazione socio-culturale Città Viva. Il convegno “Giancarlo Siani.Cronista libero. Martire per la verità” ha visto la partecipazione di una tavola di relatori di grande valore rispetto alla libertà di parola, di cronaca, di vita in risposta alla cieca e furiosa tagliola della camorra.

Ad intervenire all’incontro sono stati: il giornalista Sandro Ruotolo, sotto scorta dal 2015 per le minacce ricevute dal clan dei Zagaria a seguito delle inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania; Augusto Di Meo, testimone dell’assassinio di Don Peppe Diana, sacerdote ucciso dalla camorra nel 1994; Nicola Barbato, sovrintendente della Squadra Mobile, sparato un anno fa in un’azione antiracket da un camorrista; il dottor Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo, assassinato 31 anni fa dalla camorra.

Ad introdurre l’evento, il Sindaco di Teverola, Dario Di Matteo, con un discorso sulla libertà di informazione e la lotta alla criminalità organizzata. Dopo i saluti di Alfonso Fattore, presidente dell’associazione Città Viva, l’ente organizzativo ha esposto formalmente due proposte al Comune di Teverola: la cittadinanza onoraria a Nicola Barbato e la titolazione dell’Aula Consiliare alla memoria di Giancarlo Siani. Le istituzioni comunali si sono mostrate prontamente accoglienti rispetto alle proposte e già in partenza verso l’attuazione delle stesse.

Moderatore dell’incontro, il giornalista Ciro Iavazzo, ha introdotto le testimonianze di ciascun relatore, aprendo il convegno con la visione di uno stralcio del film Fortapasc, sulla vita di Giancarlo Siani.

Le immagini proiettate, rappresentanti il momento dell’uccisione del giornalista napoletano, hanno suscitato le prime emozioni della serata, aprendo la strada alla testimonianza del dott. Ruotolo, giornalista di inchiesta, ai tempi collega di Siani e tutt’ora cronista attivo per la difesa del diritto di informazione contro la censura violenta della camorra. È stata, poi, la volta di Augusto Di Meo, che ha raccontato l’evento che ha segnato la sua vita: assistere all’omicidio di Don Peppe Diana.

La sua presenza in quel luogo, in quel momento, ha cambiato la sua vita e quella dei suoi cari, ma ha permesso di arrestare e condannare i responsabili di quella morte, sebbene la sua condizione di testimone non sia legalmente riconosciuta dallo Stato, che arranca tra leggi vecchie e nuove senza far sentire la propria vicinanza a Di Meo. La testimonianza più toccante del convegno è stata, sicuramente, quella del sovrintendente Nicola Barbato, colpito dalla camorra mentre faceva il proprio lavoro. Il suo racconto, così intenso e carico, della sera dell’aggressione, ha ammutolito i presenti.

La sala è scoppiata in un applauso di cuore alla sua dichiarazione “Se mi alzerò da questa carrozzina, riprenderò il mio lavoro”. Prima dell’intervento finale, delle rappresentanti del liceo Scientifico di Aversa “Giancarlo Siani” hanno voluto omaggiare la sala con un pensiero sul giornalista alla cui memoria è dedicata la loro scuola, ricordando che i giovani devono sempre vivere per i propri sogni, così come aveva fatto Giancarlo, diventando cronista per passione e mai per desiderio di eroismo.

Infine, a chiudere l’evento: la testimonianza di Paolo Siani, visibilmente commosso dalle attestazioni di stima, affetto, memoria del fratello Giancarlo, e portatore di uno spirito positivo, combattivo, verso la camorra che è, così come Impastato disse della mafia, “una montagna di merda”.

 

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