27/04/16 Trump vince le primarie in tutti i 5 stati votanti in USA

PHILADELPHIA. Donald Trump si è autoproclamato “probabile candidato” Repubblicano dopo le vittorie in Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania e Rhode Island. I risultati lo avvicinano sempre più al numero di delegati richiesti per partecipare alla convention nazionale a Luglio. Per quanto riguarda i Democratici, la Sig.ra Clinton pare spazzar via il rivale Bernie Sanders. Il senatore del Vermont ha vinto, infatti, soltanto nello stato di Rhode Island e ha giurato di lottare fino alla fine del processo delle primarie. Al Convention Center di Philadelphia, dopo essersi assicurata il voto negli altri 4 stati americani votanti, la Clinton ha dichiarato “Stiamo perseguendo obiettivi coraggiosi e crescenti per migliorare la vita negli Stati Uniti”. “Crediamo- ha continuato- nella bontà dei cittadini e nella grandezza della nazione”.   

Dall’altra parte Trump continua la sua danza della vittoria, rivelando ai suoi sostenitori a New York di non voler moderare le proprie politiche in caso di elezione alla Casa Bianca. Ha, difatti, dichiarato: “Sapete, sono andato nelle migliori scuole, sono molto intelligente. Rappresenterò la nostra nazione con dignità. Ma non cambierò i miei ideali. Sono quelli che mi hanno portato fin qui”.

Dopo le rispettive vittorie, il sig. Trump e la sig.ra Clinton hanno puntato il fuoco l’uno verso l’altra. Il “presunto candidato” Repubblicano ha dichiarato che l’unico punto di forza della sua corrispondente democratica è il fatto di essere una donna. “Se Hillary Clinton fosse un uomo, non avrebbe preso neanche il 5% dei voti”, ha così sentenziato l’Old Trump. La sig.ra Clinton non ha esitato a rispondere “Se prendersi carico della salute femminile e lottare per l’equità salariale di genere vuol dire giocarsi la carta dell’essere donna, allora sì, lo sto facendo”. I rivali di Trump nel partito Repubblicano hanno, intanto, già volto lo sguardo al futuro, mirando ai prossimi stati aventi diritto al voto: Ted Cruz e John Kasich si sono alleati in virtù delle prossime primarie che interesseranno gli stati dell’Indiana, dell’Oregon e del New Messico. Trump ha condannato l’accordo tra i due, vedendolo come un segno di debolezza e sconfitta preventiva.

A coronare i festeggiamenti per le vittorie conseguite finora, l’incontro con Matteo Salvini, volato oltreoceano per un meeting con Trump durato circa 20 minuti, nel quale l’americano ha augurato al sempre più ubiquo leghista di diventare premier in Italia. I due hanno, in effetti, molto in comune, condividendo punti di vista discutibili riguardo l’immigrazione: entrambi sono d’accordo sulla necessità di sviluppare ed applicare politiche mirate ad aiutare il più possibile nei Paesi d’origine le popolazioni che fuggono dalla fame, dalla povertà e dalle guerre.

 

 

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