14/01/14 Günther Grass dice addio alla scrittura

ROMA. Adesso ho 86 anni, non credo che scriverò ancora un romanzo”. Con queste parole il Premio Nobel per la Letteratura, Günther Grass, annuncia l'addio alla scrittura.

Il romanziere tedesco afferma di vedersi costretto a dire addio alla scrittura per la sua età, per dedicarsi, nell’ultima fase del proprio tramonto, alla grafica e al disegno ad acquerello, antica passione. Fuoco che, spiega Grass, “fece spuntare i miei primi testi”.

Una passione certamente meno impegnativa rispetto alla scrittura. Piuttosto che consegnare alla storia bozze inedite e grezze destinate inevitabilmente a trovare la via della pubblicazione postuma, il Nobel preferisce abbandonare del tutto la penna.

Il testamento letterario dell'autore, nato a Danzica nel 1927, con le pagine autobiografiche de “Il tamburo di latta” è stato in grado di ritrarre il passaggio della Germania dal Nazismo alla divisione post bellica ed è stato pubblicato cinque anni fa.

Un romanzo che, insieme alla raccolta di poesie Eintagsfliegen, data alle stampe lo scorso anno in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, segna la più recente pubblicazione dello scrittore tedesco, che aveva annunciato l'addio alla scrittura attraverso un periodico importante, ma dalla, tutto sommato, scarsa circolazione.

Anche Günther Grass, come Philip Roth, sceglie di comunicare al mondo la volontà di appendere la penna al chiodo attraverso le pagine di un quotidiano locale, rinunciando alle reboanti platee e alle eventuali polemiche che negli ultimi anni ne hanno accompagnato ogni uscita pubblica.

Nel 2006 Grass confessò di aver militato da volontario nelle SS naziste, arruolandosi giovanissimo tra le file scelte del Reich più estremo, ortodosso e sanguinario. La confessione pubblica, giunta a 78 anni attraverso un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, per “togliersi un peso dalla coscienza”, scatenò un’orda di polemiche e gettò moltissime ombre sull'intera vita di uno scrittore che, dall'immediato dopoguerra, diventò simbolo del pacifismo e strenuo oppositore della riunificazione delle due Germanie, nonché un attivo promotore del dialogo tra la nuova Germania e Israele.

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