07/07/15 Comuni ricicloni: Legambiente stila la classifica dei comuni campioni nella raccolta differenziata

ROMA. Legambiente ha pubblicato il rapporto "Comuni ricicloni 2015", che studia i comuni con la più alta percentuale di raccolta differenziata.

Secondo Legambiente ben dieci milioni di italiani sono già nell'era circolare, nell'economia del recupero, del riciclo, del riuso. Vivono in Comuni in cui l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata non è un miraggio ma una pratica banale, quotidiana, un atto scontato, come non rovesciare un portacenere per strada.

 Il rapporto, curato da Legambiente, che quest'anno ha visto salire la cifra a 1.520: 192 municipi in più rispetto all'anno precedente. La mappa conferma la presenza particolarmente concentrata nel Nord-Est (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige), ma aggiunge un elemento nuovo: la ripresa del Meridione, che comincia a rimontare la china salendo dal 18 al 25% del totale. Con l'eccezione del Triveneto, le regioni del Nord Italia non brillano più: Lombardia e Piemonte sono surclassate dalle Marche e dalla Campania e tallonate da vicino dall'Umbria.  Particolarmente sensibile la crescita nelle Marche e in Campania (la maggioranza dei comuni campani si avvicina alla soglia del 65%, con l'eccezione quasi unica del capoluogo).

Segno evidente - sottolinea il rapporto - che cambiare e innovare, anche in pochi mesi, è possibile e vantaggioso, se si introducono premi e penalità, come l'ecotassa per i rifiuti avviati a discarica e sgravi tariffari a chi ricicla di più. "Parma", osserva Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente, "è il primo capoluogo importante a divenire riciclone, mentre Milano va segnalata come prima città oltre il milione di abitanti ad aver superato la soglia del 50% dei rifiuti a riciclo". "Questo settore della green economy, il riciclo e la riprogettazione per minimizzare gli scarti, vale già oggi 150mila occupati, ma possono crescere ancora", assicura Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. "Occorre la volontà politica di replicare le buone pratiche già esistenti realizzando impianti per il riuso e il riciclaggio e per gestire al meglio quella quota di rifiuti speciali che finisce ancora nella rete delle ecomafie e dell'ecocriminalità".

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