16/09/15 L'Ocse boccia l'Italia: solo il 66% degli studenti usano internet in classe

ROMA. Secondo una ricerca Ocse, solo il 66,8% degli studenti italiani usa internet durante l'orario scolastico, contro una media comunitaria del 72%. Nelle nazioni in cui stare online in classe è abitudine si assiste a un declino della capacità di lettura, e così nell'esercizio della matematica (sedici paesi migliorano, venti peggiorano). L'Italia è settima in digital reading, alta in classifica quindi, e sulla matematica tra il 1993 e il 2012 ha guadagnato venti punti.

Il risultato, secondo lo studio Ocse, è da attribuire al fatto che da noi la cultura di internet a scuola è recente e frammentaria: non facciamo parte dei paesi che hanno investito strutturalmente sull'online e quindi non avvertiamo ancora i peggioramenti scolastici che ne derivano.

Ogni quindicenne italiano usa il computer in classe 19 minuti al giorno, contro una media Ocse di 25 minuti e picchi in Grecia (42 minuti) e Australia (52). Corea e Shanghai, che hanno le migliori perfomance mondiali in lettura digitale e matematica al computer, hanno pc solo nella minoranza delle loro scuole (42% e 38%).

Il dossier lascia molte domande inevase, ma tenta una prima interpretazione della questione "troppo internet non fa crescere l'apprendimento". Uno, in nessun passaggio educativo si può prescindere da un'interazione intensiva docente-discente e la tecnologia a volte distrae da questo fondamentale "rapporto umano". Due, l'insegnamento non è ancora adeguato: un'ipertecnologia del XXI secolo oggi si inserisce su una pedagogia del Ventesimo.

Infine, i software educativi sono ancora di basso livello, "molto inferiori ai giochi elettronici" che i quindicenni nel mondo sono abituati a maneggiare. "Se gli studenti usano gli smartphone per fare copia e incolla delle risposte prefabbricate non diventeranno più intelligenti.

La tecnologia può amplificare un grande insegnamento, non sostiturne uno mediocre". L'Ocse chiede agli insegnanti di diventare agenti attivi del cambiamento, "non solo per far crescere le innovazioni digitali, ma per disegnarle ". I docenti che meglio integrano computer e lezioni sono anche quelli più innovativi e vicini ai ragazzi nelle pratiche di insegnamento. L'adolescente che usa internet più di sei ore il giorno, in classe si sente più solo, arriva tardi a scuola, la salta. E un eccessivo uso del web regala povere perfomance accademiche. Sono pochi gli studenti italiani, rivela l'Ocse, che dicono: "A scuola mi sento solo". Tra il 5 e il 9 per cento. Una sana arretratezza.

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