02/10/13 Stati Uniti, paralisi di governo e dimezzamento dei servizi pubblici

NEW YORK. Nel parlamento degli Stati Uniti d'America è "guerra" tra democratici e repubblicani.Questi ultimi hanno mantenuto una linea dura nella Camera dei Deputati, negando qualsiasi ulteriore budget  senza aver prima ridotto le spese sulla sanità. Nel Senato, invece, sono i democratici a dettar legge, contestando con il pugno di ferro una simile proposta e definendola un "ricatto senza scrupoli".

La paralisi politica, nata dal conflitto tra i due gruppi in parlamento, costringe il governo  a chiudere molti uffici federali,musei e parchi nazionali, arrivando a una stima di 800.00 dipendenti mandati a casa. Per l'esercito, invece, lo stipendio verrà garantito, ma secondo la Moddy's (una società privata con sede a New York che esegue ricerche finanziarie e analisi sulle attività di imprese commerciali e statali) se tale situazione si protrarrà per altre tre o quattro settimane, ci sarà una perdita economica di circa 55 miliardi di dollari.

Il Presidente Obama, in un videomessaggio al reparto armato, accusa i repubblicani, etichettandoli come responsabili dell'attuale paralisi del parlamento.

Intanto alla Camera è stata  rinviata la proposta di budget per la sanità che consiste in un obbligo di ogni cittadino ad avere una polizza assicurativa, conosciuta come riforma Affordable Care Act.  Al Senato tale proposta è stata rifiutata nell'immediato ed è stato chiesto alla Camera di passare per ora al governo un finanziamento di sei settimane, prima di iniziare qualsiasi negoziazione sul budget; così da evitare la crisi nel servizio pubblico.

Intanto il partito repubblicano sembra rischiare una scissione interna, poichè alcuni dei loro esponenti temono che il partito venga accusato della paralisi di governo andatasi a creare. Il capogruppo al senato dei repubblicani, Mitch McConnel, dichiara di aver pensato a un possibile finanziamento di una settimana al governo, ma afferma di esser stato bloccato dai membri del suo stesso partito.

Tutto questo non recherà danni solo a livello pubblico, ma rischia di causarne anche nei mercati finanziari. Si ipotizza, infatti, un innalzamento del debito federale per evitare il rischio di default degli Stati Uniti dal 17 ottobre.

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