07/07/17 Omicidio di Valencia. Eseguita l’autopsia sul corpo di Marcello

LA NOTIZIA. Marcello Cenci, barista di Ferrara di 32 anni, è stato ucciso a Valencia, in Spagna, dove si era trasferito per lavoro. La tragedia è avvenuta a pochi metri dalla casa in cui viveva, da poco, la vittima. La polizia ha spiccato subito un mandato di cattura per Eder Guadarelli, ex amico di Cenci, arrestato dalla polizia a Ventimiglia accusato di essere stato l’autore dell’omicidio.Secondo la ricostruzione degli investigatori, a rompere il rapporto di amicizia sono state delle gelosie nei confronti di una ragazza. Da tempo, infatti, tra i due c’erano stati litigi.

GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI.

Ieri mattina sono iniziati in Spagna gli esami autoptici sul corpo di Marcello Cenci, il 32enne ferrarese ucciso a Valencia nella notte tra sabato e domenica. Per gli esiti bisognerà attendere forse dei mesi. Si prevedono tempi lunghi anche per il rimpatrio della salma.La procura di Ferrara intanto sta preparando una rogatoria internazionale per acquisire dalle autorità spagnole tutti gli elementi utili all’indagine. Sono le prime azioni, dopo aver iscritto Eder Guidarelli Maattioli nel registro degli indagati per omicidio volontario, in attesa della decisione della Corte di Appello di Genova sulla richiesta di estradizione.Fino a quel verdetto Eder rimarrà in carcere a Imperia.

Da casa dei genitori di Eder Guidarelli, il 32enne arrestato per l’omicidio, a Valencia, dell’ex amico Marcello Cenci, trapela il dolore. Il dolore per quel Marcello cresciuto come un figlio. Un'amicizia tra due ragazzi che si conoscono fin da bambini, stesse origini marchigiane, la stessa ''fuga'' verso il Nord. Poi,improvvisamente una storia di stalking che Eder mette in pratica, ai danni di quell'amico cresciuto con lui, seguita da 7 mesi di pace dovuti al provvedimento di allontanamento emesso dal tribunale di Ferrara.Dai primi riscontri emerge che il presunto assassino fosse in attesa, poco prima della morte dell’amico, di una chiamata dal servizio di igiene mentale dell’Ausl di Ferrara. Poi, l'omicidio.Una situazione che lascia incredule le famiglie legate ai ragazzi a partire dall’arrivo di Eder in Italia, dal Brasile. Da Bahia. ''È stato adottato e «quando è stato preso era in una situazione davvero complicata'', raccontano. Poi l’Italia, un’amicizia vissuta a pieno con l’amico per la pelle divenuto, con gli anni, una sorta di ossessione.Gli avvocati di Guidarelli – Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani – hanno affermato:''Al momento è come se non si rendesse conto della situazione in cui si trova. Quando l’ho visto,afferma Gallerani,ha chiesto come avrebbe dovuto fare con il lavoro.

I PRECEDENTI.La prima aggressione, riportata nella querela, risale al 26 agosto del 2016. I due si incontrano nel pomeriggio in piazza Bruno Buozzi. Guidarelli manifesta subito le proprie intenzioni e ne esce un diverbio. Cenci cerca di allontanarsi ma l’altro lo raggiunge e gli sferra un pugno sull’occhio tanto forte da farlo crollare a terra. Mentre la vittima era a terra Guidarelli continua a coprirlo di insulti e poi di calci. Sono gli astanti e fermare quella furia.Non contento, nonostante Cenci cercasse, pur ferito, di parlare con lui, Guidarelli ricomincia ad aggredirlo. A quel punto è solo l’uscio di casa a salvare la vittima.Il mattino dopo, il 27 agosto del 2016, Eder si fa trovare davanti alla casa dell’ex amico. Suona incessantemente il campanello. Per evitarlo Cenci chiama un amico, che lo fa uscire dall’ingresso secondario e lo scorta fino a casa sua.Nonostante tutto questo Cenci non denuncia l’aggressore. Sia per paura di ripercussioni sia per salvare i buoni rapporti di amicizia che intercorrevano tra le rispettive famiglie.

L’avvocato che assisteva la vittima fa notare in sede di querela che quelle lesioni al volto, insieme allo stato di forma comprensibilmente non dei migliori, contribuiscono al licenziamento di Cenci. Ormai i rispettivi genitori sono preoccupati per la piega che ha preso la vicenda. Il padre di Eder contatta il padre di Marcello per avvertirlo che il figlio aveva raggiunto a Valencia la sua vittima.È il 1° novembre. Guidarelli si palesa nel pub frequentato dal coetaneo. Dopo un primo tentativo di dialogo, Guidarelli lo minaccia e gli chiede di mostrargli il telefono per controllare dati e conversazioni. Di fronte al rifiuto di questi, ecco partire un altro pugno al volto. Cenci cade a terra e l’altro lo colpisce di nuovo al volto e al corpo tanto forte da fargli perdere conoscenza. Viene soccorso subito dai clienti del pub e dai passanti che chiamano il soccorso sanitario spagnolo.Nel frattempo Eder sparisce portandosi dietro il cellulare di Cenci, dal quale manda messaggi rassicuranti alla madre della vittima: ''mamma sono a lavoro Eder l’ho visto e abbiamo parlato da adulti ciao state tranquilli'', ed ancora ''si mamma ciao state sereni siamo adulti ho fatto una cazzata e me ne pento gli ho detto oggi gli faccio vedere Valencia''.

Alla luce di ciò l’avvocato chiedeva l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, oltre all’inibizione di non comunicare con lui.Tutto questo prima dell’aggressione notturna del 26 dicembre che poteva finire in tragedia. Guidarelli si apposta vicino all’abitazione di Cenci, nascosto nel sedile posteriore della macchina. Ha con sé un oggetto contundente. Non appena vede la vittima gli salta addosso e infierisce su di lui colpendolo con violenza alla testa.A evitare il peggio sono le urla e le richieste di aiuto dei genitori, che chiamano i carabinieri.

A quel punto l’aggressore fugge in auto, mentre Cenci viene ricoverato all’ospedale di Cona. Qui viene sottoposto a un intervento chirurgico di sutura delle ferite riportate. Il referto parla di “emorragia profusa dal cuoio capelluto determinata da ferite lacere multiple”. La prognosi iniziale parla di 30 giorni.Cenci in quell’occasione sporgerà una nuova denuncia dal lettino del reparto di Neurochirurgia chiedendo gli arresti domiciliari per il suo persecutore. Una postilla finale dell’avvocato fa oggi gelare il sangue: se Guidarelli (“totalmente libero di agire indisturbato”) ''non fosse stato interrotto avrebbe certamente portato a termine il suo intento omicida''.

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