12/06/15 Mattarella: ''La cultura è l'antidopo per corruzione ed egoismo''

ROMA. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante un incontro al Quirinale con i candidati ai premi del cinema  'David di Donatello', presentati da Gian Luigi Rondi, presidente dell'Accademia 'David di Donatello', e dal premio Oscar Nicola Piovani. Tra di loro anche Quentin Tarantino, vincitore di due David nel 1995 e nel 2013, ha lanciato un importante monito sulla corruzione. "Dalla crisi -afferma Mattarella- non usciremo come vi siamo entrati. Dobbiamo cercare di uscirne migliori". Per farlo occorre "trarre ancora linfa da quelle radici che affondano nei valori più importanti della nostra comunità e della nostra storia". Ciò richiede "stima reciproca, o quanto meno rispetto vicendevole", nonchè "coltivare il bene comune".

"Siamo, naturalmente e fortunatamente, diversi tra noi. Abbiamo opinioni, gusti, sensibilità differenti. Il cinema è la rappresentazione più nitida, e spesso emozionante, di questa diversità. Ma viviamo in una casa comune. E c'è un legame evidente tra la nostra capacità di confronto e la fiducia che sapremo generare".

"C'è un legame anche -avverte il Capo dello Stato- tra la crescita culturale e la crescita democratica. Le fratture sociali invece possono frenarci, possono farci arretrare nella crisi. Non sarà mai il pensiero unico, o l'illusione di una concentrazione del potere, a sanare queste fratture. Ci vuole, appunto, dialogo, occorre confronto. Dobbiamo far vivere le differenze, e anche gli inevitabili contrasti, mentre insieme rafforziamo il sistema-Paese".

In questo contesto il Presidente della Repubblica inserisce il ricordo di Francesco Rosi e Virna Lisi, che con "il loro genio artistico e la loro professionalità ci ricordano che senza questo sforzo corale saremmo tutti molto impoveriti". E "senza la storia del nostro cinema sarebbe più povera l'Italia".

Perciò "cinema e cultura accompagneranno, e sosterranno, la ripresa e il nuovo sviluppo del nostro Paese". Una considerazione che non guarda soltanto agli aspetti economici della crisi, ma anche a quelli politici, sociali, morali ed etici. "La cultura -è l'affondo finale di Mattarella- è un antidoto anche contro la corruzione e l'egoismo, incapace di riconoscere l'interesse comune. La corruzione è conseguenza di un impoverimento della civiltà e delle relazioni".

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