10/10/14 Sudore e ambizione: ecco la ricetta di Marianna Ferrara

AVERSA. Classe 1998, tanto talento, riconoscimenti giovanili così numerosi da riempire una bacheca e, nonostante tutto, tenacia e ambizione da vendere: così appare Marianna Ferrara a tre settimane dal termine del ritiro pre-campionato della Corpora 2014/2015.

La grande forza della linea verde della Corpora è stato fra gli elementi più entusiasmanti di questo inizio campionato e la numero 5 proveniente da Mercato San Severino, diciotto anni fra qualche giorno, si è già ritagliata il ruolo di vero e proprio gioiello nel forziere della squadra presieduta da Tina Musto.

Marianna, la tua preparazione è cominciata ben prima del ritiro ufficiale, sotto la supervisione di tuo padre. Oggi, dopo oltre due mesi, come ti senti e a che percentuale sei dal punto di vista fisico?

Non saprei dare una percentuale ma sto davvero bene. Il preparatore atletico del club (Alfredo Diana) è bravissimo e non posso che ritenermi soddisfatta del precampionato. Ho solo un po’ di stanchezza perché agli allenamenti devo conciliare la scuola, ma tutto si risolve con l’organizzazione.

Tanti, tanti mesi di allenamenti senza partite ufficiali. E’ più forte la voglia di scendere in campo o lo stress per le tre settimane che ancora mancano?

La voglia di scendere in campo domina su tutto. Abbiamo tutte voglia di giocare. Io, personalmente, non percepisco alcuno stress ma solo il desiderio di confrontarmi per i tre punti.

Il tuo passaggio alla Corpora ha determinato un cambio anche nelle tue abitudini, nella tua vita. Come lo stai vivendo, considerata la tua giovanissima età?

Con molta serenità. In questo le mie compagne mi stanno aiutando tantissimo, sia in campo che fuori. Sono tutte brave ragazze e anche quelle più grandi di me mi trattano bene, alla pari, sostenendomi quando ce n’è bisogno.

A detta di tutti gli addetti ai lavori sei un astro nascente nella pallavolo campana, proiettata verso palcoscenici nazionali. In cosa deve ancora migliorare Marianna Ferrara?

In molte cose, tantissimi fondamentali. Ne dico due per tutti: la ricezione e l’attacco. Sulla ricezione me ne sto accorgendo adesso che la qualità degli attacchi avversari è salito di parecchio rispetto al mio passato; stessa cosa per l’attacco, visto che dall’altra parte della rete trovi quasi sempre muri ben piazzati e alti.

Ci pensi al tuo esordio in serie A? Ai tuoi primi punti?

Ci penso il giusto, se ci pensassi troppo non dormirei.

Infine una parola sul tuo nuovo staff tecnico: che connessione hai stretto con Della Volpe e il suo vice Quinto?

Un buon rapporto. Lo staff tecnico pretende molto da noi, ma lo ritengo giusto, perché in campo ci viene chiesto quanto ci viene dato, e questo è molto importante.

 

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