12/05/14 Ma l'Europa ci salva davvero? terza parte

L’Europa sta perdendo il consenso dei suoi cittadini ed il desiderio di tornare all’antico prende sempre più piede in diversi Paesi europei. Il malessere nei confronti della moneta unica e della forzata, costante, odiosa austerità, infatti,  non è una esclusiva dell’Italia ma di quasi tutti i Paesi dell’Eurozona.  Eppure, l’opposizione degli euroscettici sembra non impensierire i sostenitori della moneta unica ed è liquidata spesso con un semplice termine dispregiativo, quello di populisti, che non spiega nulla.  Sono molti ormai gli economisti, gli intellettuali e i giornalisti che parlano di fine del sogno europeo. Addirittura, alcuni premi nobel per l’economia hanno sottolineato la necessità di fuggire dall’Euro il più presto possibile, in quanto la moneta unica sta portando diversi Paesi dell’Eurozona alla rovina. Ma si può uscire davvero dall’Euro?. E, quali potrebbero essere gli effetti?. I sostenitori della moneta unica affermano che gli effetti potrebbero essere paragonati ad una catastrofe nucleare cui seguirebbe la svalutazione della nuova moneta con il risultato di distruggere definitivamente l’economia. Ma come si concilia questa terribile ipotesi con il fatto che il prodotto interno lordo dei Paesi che hanno svalutato è sempre cresciuto?.Tornare alla lira, secondo i sostenitori dell’Euro, significherebbe andare in default perché la lira verrebbe svalutata mentre il debito pubblico rimarrebbe espresso in Euro. Di contro, c’è da dire che, rinunciando al ritorno alla lira e rimanendo nell’Euro alle attuali condizioni, il Paese non sarebbe in grado comunque di pagare il debito pubblico che continua costantemente ad aumentare. Ma allora, è conveniente o no uscire dall’Euro?. Il nostro Paese è in ginocchio e questo, ad eccezione del governo, non lo nega nessuno. Pertanto, è indispensabile pesare i rischi che si corrono uscendo dall’Euro e  confrontarli con quelli che si potrebbero avere rimanendo nell’Eurozona. Un illustre economista francese ha affermato che rimanere nell’Euro significherebbe morire a fuoco lento ma anche questa affermazione ha il sapore di uno slogan, di una frase fatta che non spiega nulla. Un altro  afferma che i cittadini non potranno scegliere, perché saranno costretti ad uscire da una moneta che di fatto sta morendo. Se analizziamo alcuni dati certi ed incontrovertibili riferiti al nostro Paese, lasciando un momento da parte le sentenze pro e contro degli economisti, osserviamo che le famiglie italiane sono diventate  sempre più povere, che l’Eurozona ha avuto il tasso di crescita in assoluto più basso al mondo, che il numero degli euro scettici ha avuto, nell’ultimo anno, una impennata impressionante, che la disoccupazione giovanile è ai massimi storici e che i giovani, per trovare un lavoro, sono costretti ad emigrare ( soprattutto verso la Gran Bretagna ). E allora, ci vuole proprio più Europa?.

 

Il Picconatore Dolce

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