30/05/13 Violenza sulle donne, arriva la svolta di Facebook

A seguito dei numerosi attacchi da parte degli utenti e dopo che alcuni investitori hanno deciso di sopspendere le loro pubblicità sul social network più diffuso al mondo, facebook cambia rotta e decide di rivedere le linee guida riguardo la pubblicazione dei contenuti.

Fino ad ora era fin troppo facile creare profili, pagine e gruppi inneggianti alla violenza sulle donne e ultimamente si stavano anche moltiplicando. A tal proposito aziende come Nissan e Unilever hanno deciso di sospendere le loro inserzioni pubblicitarie, dopo che queste sono apparse accanto a post offensivi, soprattutto nei confronti delle donne. Quindi, siccome anche l'impero creato da Zuckerberg ha bisogno dei cosiddetti "Big Spender" (i grandi investitori), questi ha dovuto arrendersi all'evidenza e correre ai ripari.

La società di Palo Alto (California) come si evince dal comunicato stampa diramato ai media, ammette, di aver sottovalutato l'insidia del cosiddetto "hate speech", ovvero "odio mediatico", che nell'avversione alle donne trova uno degli esempi più diffusi e deprecabili. E dice: "Cambieranno le regole per chi pubblica contenuti, ci sarà maggior controllo e i titolari dei contenuti saranno denunciabili, probabilmente direttamente dal social network".

Il nuovo regolamento sui contenuti era indispensabile per facebook, non solo dal punto di vista umano e sociale, ma anche dal punto di vista economico. Nei primi mesi del 2013, il social network, ha visto crescere il proprio fatturato di circa il 38% per alcune manovre adottate dal gruppo californiano. Dunque per mantenere il più che consistente giro di affari, facebook deve necessariamente controllare i contenuti affinchè gli inserzionisti che hanno una reputazione da difendere non vedano più le loro pubblicità accanto a post immorali o inneggianti alla violenza.

 

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