02/10/15 Twitter dice addio al limite dei 140 caratteri

ROMA. Twitter punta al cambiamento per conquistare nuovi utenti. E per farlo pensa di abbattere il muro dei 140 caratteri. Un sito specializzato statunitense, Recode, ha scritto ieri che il limite di 140 caratteri per ogni tweet non ci sarà più. Il portavoce della società non ha smentito o commentato l’articolo, che così ha acquisito credibilità.

Del resto è un momento di cambiamento per Twitter. La quotazione in Borsa e i conti non brillanti hanno acceso ancora la storia infinita delle liti più o meno cordiali tra i fondatori, e così dal primo luglio l’amministratore delegato che ha portato la società a Wall Street, Dick Costolo, se n’è andato.

L’amministratore ad interim è Jack Dorsey, uno dei fondatori. Ufficialmente è in corso una selezione del nuovo Ceo, ma più passa il tempo, più l’interim sembra trasformarsi in una posizione stabile. 

 

La storia delle persone che hanno pensato e condotto Twitter finora è interessante anche per capire le ultime evoluzioni. Per uno dei più dimenticati co-fondatori, Noah Glass, il social media doveva servire anche a far sentire le persone meno sole, leggendo il pensiero degli altri.

Per Ev Williams, la parola chiave è «piattaforma», ma su questo, storicamente, lo scontro con Dorsey è aperto. La conseguenza è che la missione stessa di Twitter è oggetto di dibattiti senza fine. 

 

Anche gli utenti - su Twitter, ovviamente - hanno iniziato a discutere della possibile novità. E, come spesso capita, il cambiamento non piace. La modifica potrebbe risolversi in tecnicismi ancora da scoprire. Ma la verità è che si tratta solo dell’inizio di una rivoluzione d’ottobre per il social media.

Nelle prossime settimane dovrebbero essere svelati nuovi sistemi algoritmici che aiuteranno gli utenti a trovare i tweet più interessanti, superando il totem dello stretto ordine cronologico, marchi di fabbrica della versione attuale. In un certo senso, si tratta di un passo fisiologico: più la rete di contatti cresce, più diventa difficile distinguere il valore dal rumore. E, soprattutto, c’è una ragione strategica, per l’azienda Twitter, nella nuova cura dei contenuti: conoscere meglio gli utenti e proporre loro una pubblicità più rilevante, seguendo i modelli di Google e Facebook. 

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