13/10/13 Teverola, circa 3000 persone al corteo di sensibilizzazione per la Terra dei Fuochi

TEVEROLA. Si è concluso nel tardo pomeriggio di oggi, 13 ottobre, il corteo di sensibilizzazione per la Terra dei Fuochi, organizzato dal comitato "Teverola non deve morire".

Circa 3000 persone hanno "invaso" le strade principali del paese casertano ed un grande numero di adesioni è arrivato dai vari comitati provenineti da altri paesi limitrofi, tra cui le varie associazioni di Carinaro e Casaluce.

L'evento, che ha visto scendere in "campo" diversi personaggi di spicco del mondo del clero aversano assieme a Don Evaristo Rutino, parroco di Teverola, ha potuto contare sull'immancabile solidarietà di Don Maurizio Patriciello, prete di Caivano,  attualmente considerato come l'emblema dell'anticamorra essendosi sempre posto in prima linea contro il disastro ambientale di Terra di Lavoro. Inoltre, non è mancato nemmeno il Vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo. 

Un pomeriggio saturo di attivismo, un corteo ricco di speranza e le toccanti parole della coordinatrice di "Teverola non deve morire", Alessandra D'Agostino, sono state la dimostrazione effettiva di una rinascita per i teverolesi. Una Teverola che per troppo tempo è stata vittima del muro dell'omertà, dell'antipatico silenzio degli innocenti, che imperversa oramai da anni nelle nostre zone. Teverola, oggi, ha rappresentato il vero volto degli abitanti di Terra di Lavoro, quel volto simbolico dei cittadini che abbiamo visto anche ad Orta di Atella, dove si sono contate 30.000 persone.

Bisogna comunque dire, e lo hanno ripetuto anche la D'Agostino e lo stesso don Maurizio Patriciello, che questo corteo da solo non basta. I cittadini chiedono ad alta voce la bonifica e la salvaguardia del popolo e dell'ambiente, pregando per uno Stato che non li lasci soli. "Uno Stato - si legge in un comunicato stampa ufficiale -  che spesso sembra assente del tutto, uno Stato che sembra addirittura infastidito da queste richieste".

Pochi giorni addietro, a Santa Maria Capua Vetere, sempre don Maurizio Patriciello, raccontò di un cartello esposto durante una manifestazione a Casal di Principe, il quale recitava: "La camorra ordina, lo Stato esegue!". Un cartello che fece paura al prete di Caivano. Un cartello simbolico, in cui viene raccontata con estrema semplicità la sfiducia dei cittadini di Terra di Lavoro verso le Istituzioni che dovrebbero salvaguardarci.

Ma oggi Teverola ha reagito, con la speranza e con la preghiera.

                                               

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