19/05/13 Test per la maturità, le tracce: l'imperativo è criticare il M5S

GENOVA. Nel liceo Martin Luther King, frequentato anche dal figlio di Grillo, si sono avviati i test della maturità e le tracce per la prova di italiano prevedevano argomentazioni prese da articoli di giornale, tutte molto critiche nei confronti del MoVimento 5 Stelle.

A quanto pare, la prova scritta degli studenti del liceo genovese doveva basarsi su articoli presi dai maggiori quotidiani nazionali.

Una traccia, ad esempio, doveva prendere spunto da un editoriale di Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio, che sottotitolava: "Una setta sottomessa alle Dea rete". Mentre un'altra traccia doveva prendere spunto da un articolo di Massimo Gremellini, vicedirettore de La Stampa, che scriveva: "Che alla base di tutto ci sia la rabbia della gente è ovvio, ma ciò non spiega perché la protesta sia andata tutta in direzione di Grillo, al punto che gli altri partiti antisistema, anziché essere premiati per la durissima opposizione al governo Monti, hanno tutti preso una legnata storica".

Racconta un compagno di classe di Rocco, figlio di Beppe Grillo, che siccome era un saggio ed era stata data la possibilità di criticare gli articoli, questi, ad uno ad uno, li ha smontati tutti. Un'altra compagna di classe racconta che "Un articolo critico, anche per completezza, ci poteva stare, ma non cinque su cinque". Tra gli altri spunti c'era infatti l'intervista al più agguerrito dei dissidenti grillini, il deputato Tommaso Currò, quella in cui temeva che il MoVimento potesse trasformarsi in propaganda, "e la propaganda puzza di fascismo" e rincarava "Non siamo automi, e neanche bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica. Diversamente diventiamo schiavi di un manovratore". I docenti del liceo, tra gli spunti, non hanno fatto mancare nemmeno Pierluigi Battista, del Corriere della Sera, che paragonava i metodi dei Cinque Stelle a quelli di moda in Corea del Nord: “Ululare contro il Parlamento in quanto tale, gridare al golpe se la maggioranza del Parlamento esprime un parere contrario, minacciare una grottesca marcia su Roma, intestandosi arbitrariamente la volontà di un Popolo 'offeso', non è solo un'esasperazione smodata nei toni. È invece il segnale di un'estraneità ai metodi e ai princìpi della democrazia rappresentativa".

Alla fine della prova parecchi studenti hanno protestato contro la prof. di italiano che si è subito dissociata dall'impostazione del tema.

Anche le proteste della famiglia Grillo col preside dell'istituto sono servite a poco in quanto quest'ultimo ha cercato di sdrammatizzare con una risata.

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