28/02/13 Processo Thyssenkrupp:pena ridotta per i responsabili

In data 6 dicembre 2007,nell'impianto della Thyssenkrupp di Torino si verificò un incendio sulla linea 5 per il quale persero la vita 7 operai,Antonio Schiavone 36 anni, Roberto Scola 32 anni,Angelo Laurino 43 anni, Bruno Santino 26 anni, Rocco Marzo 54 anni,Rosario Rodinò 26 anni e Giuseppe Demasi anch'egli di 26 anni, all'incendio scampò miracolosamente Antonio Boccuzzi, oggi parlamentare del Pd il quale era presente al processo in appello. Il 15 aprile 2011 i giudici della corte d'Assise avevano emesso un verdetto storico perché era la prima volta che un Tribunale riconosceva un reato così grave per “incidente” sul lavoro, le pene furono: il top manager Harald Espenhahn condannato a 16 anni e mezzo di carcere per omicidio volontario con la formula del dolo eventuale e a un risarcimento per le famiglie delle vittime pari a 12 milioni e 970 mila euro, mentre gli altri cinque imputati erano stati condannati a pene comprese tra i 10 anni e 10 mesi e i 13 anni e mezzo di reclusione. La Corte d'Assise d'appello, presieduta dal giudice Gian Giacomo Sandrelli,ha derubricato la precedente condanna a Espenhahn, escludendo il dolo eventuale (accettare il rischio senza prendere necessarie precauzioni equivale a voler commettere il reato), infliggendo una pena di 10 anni e riducendo anche le pene agli altri condannati con pene cosi distribuite: Raffaele Salerno, responsabile dello stabilimento torinese, è stato condannato a 8 anni e mezzo, Gerald Priegnitz, membro del comitato esecutivo dell'azienda e il dirigente Marco Pucci sono stati condannati a 7 anni, per il responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri i giudici hanno ridotto la condanna a 8 anni e infine il dirigente Daniele Moroni è stato condannato a 9 anni. 

Il pm Guariniello: "Speravamo nel dolo eventuale”. E'stata riconosciuta la colpa cosciente ma noi avevamo posto ai giudici una domanda: quanto vale la vita di un uomo? La risposta è stata 10 anni. Non ne sono mai stati dati tanti – dice il procuratore -. E' un messaggio alle imprese: devono fare prevenzione. Altrimenti arrivano condanne che non sono coperte dalla condizionale. Al di là del riconoscimento del dolo resta una sentenza storica: quello che conta è che mai in Italia o nel mondo sono state date pene così alte per degli infortuni sul lavoro. E' vero – ha aggiunto Guariniello – l'aspetto storico legato al dolo eventuale è venuto meno. Noi comunque porteremo avanti questa tesi. Non è mai stata erogata una pena così alta. E' un messaggio dato a tutti i giudici e anche ai datori di lavoro. E' stata riconosciuta la necessità di fare prevenzione – ha concluso – ed è comunque un grande messaggio dato alle imprese".

I familiari delle vittime però non sono stati soddisfatti delle sentenze emesse della Corte d'Assise d'appello e si dicono disposti ad occupare la maxi sala 1 del tribunale ad oltranza affinchè si faccia maggior giustizia.

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