03/08/13 Didattica molto Speciale – Storia e Metodi: storia di un’esperienza per abili e “specialmente abili”

ROMA. La didattica, la sua storia, gli aspetti metodologici e la loro applicazione nella quotidianità sia sui bambini abili che su quelli “ specialmente abili” (e non diversamente abili come sottolinea l’autrice).

Questo il contenuto del libro Didattica molto Speciale - Storia e Metodi, pubblicato da pochi giorni dalla Casa editrice Armando Editore e scritto dalla pedagogista familiare e psicologa Vincenza Palmieri, presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Roma, con la collaborazione della professoressa Margherita Fasano, docente di Didattica della Matematica presso l’Università della Basilicata, della professoressa Paola Gravela, docente di Scuola Secondaria di 1° grado a Matera, già docente SSIS, Carlo Lombardo, compianto uomo di spicco del volontariato lucano. e Patrizia Di Franco, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Matera “Padre G. Minozzi”.

Una pubblicazione che vede il giorno, dopo un lungo periodo di gestazione e che racconta - in modo scientifico - ma anche con magia ed emozione, la particolare esperienza territoriale vissuta dall’autrice, insieme ai citati colleghi, nel Comune di Miglionico (Matera) in Basilicata, grazie all'applicazione della Legge 285/97, avente come oggetto le "Prime opportunità per l'infanzia e l'adolescenza".

Tramite la scuola alcologica, la scrittura creativa, il laboratorio di logica matematica e di rilegatura artigianale, abili e "specialmente abili", con le loro famiglie,  hanno compiuto i primi passi in quella che oggi siamo soliti definire la “Pedagogia familiare”  e la “Didattica efficace”.

Si tratta di un documento innovativo – spiega la prof.ssa Vincenza Palmieri, nota per il suo impegno umanitario in difesa dei Diritti dei Minori - di un modello didattico e di lavoro di rete importante e sicuramente duplicabile in qualsiasi altra parte d’Italia. Abbiamo vissuto un’esperienza splendida, che ha visto collaborare attivamente l’Amministrazione comunale locale, nella persona di Giuseppe D’Alessandro, all’epoca sindaco e ora Consigliere Regionale in Basilicata, che voleva dare spessore a una quantità incredibile di materiale di tipo archeologico, vecchi libri che si trovavano sotto il Castello del Malconsiglio ma anche coinvolgere le associazioni le famiglie,  i giovani, i bambini, e che permettesse quindi agli abili e ai “specialmente abili” di lavorare insieme in una legatoria.

Un progetto reso possibile anche dall’esperienza e bravura di un giovane esperto di legatoria, Gianni schiuma, che insieme alla professoressa Gravela, ha contribuito a dare informazioni e il giusto supporto alla realizzazione e alla buona riuscita del progetto sperimentando così nuovi aspetti che, in quel tempo, la didattica non contemplava. Un’esperienza emozionante che costò pochissimo”.

Un libro “Didattica molto Speciale - Storia e Metodi”, che nasce a distanza di tempo, perché molti fatti sono accaduti in questi ultimi anni e hanno impedito che l’opera venisse ultimata.

“Malgrado fossi stata delegata a curare e a realizzare l’opera – spiega ancora la professoressa Palmieri - ho voluto condividere il progetto con gli altri collaboratori.  Il fatto di non averlo pubblicato subito è stato dettato dal dolore provato per la perdita di Carlo Lombardo, un uomo che rappresenta e rappresentava nel panorama culturale, politico e regionale un esempio, un modello “del fare “, un “valore aggiunto” dell’essere un volontario. Un uomo a cui ho voluto dedicare il libro e il cui nome si aggiunge a quello di mio padre, Giuseppe Palmieri, un uomo che in  Basilicata rappresenta quella che è stata una forza, l’onestà di un pensiero politico, vissuto anche nella propria professione di insegnante coraggioso che non ha avuto paura di coniugare giustizia sociale e pedagogia insieme.

Questo libro è dedicato a tutti quelli che ci hanno creduto e lavorato, ma anche a tutti i bambini del territorio. Arriva anche in un momento particolarmente importante: risale infatti a pochi mesi fa, il recepimento in sede legislativa (con la Circolare Ministeriale n. 8/2013) dell'istanza avanzata con forza e per anni dall'Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di realizzare appieno il “Diritto all’apprendimento per tutti gli alunni e gli studenti in situazione di difficoltà”, con la conseguente affermazione di un altro punto chiave, il Diritto alla personalizzazione dell’apprendimento. Ogni bambino, infatti, ha bisogni educativi speciali, nella sua meravigliosa personale normalità.

“Affermare in concreto tale diritto oggi – spiega infine la Prof.ssa Palmieri - significa quindi mettere in campo una serie di strategie di organizzazione della didattica, dei curricula, dei libri di testo che davvero possano garantire che ogni bambino, ragazzo, individuo, per ogni ordine di scuola, possa esercitare il diritto ad apprendere, attraverso un’appropriata e personalizzata metodologia, senza alcun bisogno di certificazione diagnostica sanitaria che attesti un disturbo inesistente”. I bambini non sono più stigmatizzati quali portatori di una malattia, dunque, ma bisognosi, invece, di metodologia e progettazione educativa”.

Ecco, allora, che l’esperienza della Legge 285/97, inghiottita poi dalla norma di riordino dei Servizi Socio Assistenziali (Legge 328/00) rimane ancora oggi profondamente da ripensare, partendo proprio da quello che è stato prima di essa: la Storia della Scuola Italiana ed il modo con cui i Governi e i suoi Ministri hanno inteso dover sancire il Diritto allo Studio prima e all'Apprendimento poi.  Perché i progetti didattici intergenerazionali, funzionali a bisogni educativi molto speciali e i percorsi attuali sono figli di una politica per le famiglie che passa anche attraverso la formazione, la competenza e la partecipazione.

 

 

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