06/05/13 Juve, quanto è bello il verbo 'Ri-Vincere'

TORINO. Anche l'ultima fatica è stata superata. Minuto 14' della ripresa, spinta su Vucinic; il boato: è calcio di rigore. 

La bolgia dello "Juventus Stadium" non aspettava altro: prima il silenzio, poi grida di liberazione per chi ricorda ancora la B e si gode il nuovo. Arturo Vidal che mette la parola fine al campionato, se ce ne fosse stato ancora bisogno. E anche Antonio Conte, il condottiero di questa Juventus, si lascia scappare un sorriso dopo la fatica.

Questa Juventus può festeggiare, può finalmente pronunciare il verbo "rivincere ". Lo sa Alessandro Del Piero che è in città per festeggiare insieme agli amici di vecchie battaglie, lo sa chi vive di Juventus tutti i giorni, chi sa che l'unica cosa che conta per questa squadra è vincere. Lo ribadisce Gianluigi Buffon, che tira le somme dichiarando: "In 12 stagioni ho vinto 7 titoli, e questo per me è sempre stato normale, ma quei 5 anni di sofferenza senza vittoria finale sono stati più lunghi del previsto nella Juventus". Ma finalmente si può festeggiare, senza pensare al passato o al futuro. Piazza San Carlo si colora di bianconero, la città accerchia il pullman scoperto della Juventus, che non si ferma nemmeno con la pioggia incessante.

Questo scudetto non avrà il sapore di quello dell'anno scorso, che è stato improvviso, ma ha un gusto, comunque, molto forte perché la "Vecchia Signora" ha imparato anche a sopportare la stanchezza della Champions, prima di impattarsi contro una superpotenza che giocherà la finale. La Juventus ha imparato a sopportare per molti mesi l'assenza del proprio allenatore ed a sopportare la pressione mediatica. Oggi già si scomodano paragoni con vecchi 11 juventini, che saranno materiale per capire quanto sotto la regia della presidenza Agnelli la Juventus non accetti la sconfitta.

Controversie si sono alzate, come sempre, quando la società ha preso posizione attribuendo un numero a questo scedetto: il 31. Una scelta cvhe va si muove in altra direzione rispetto ai processi ed al palmares, che segna 29.

Sicuramente questo scudetto è stato della Juve dal primo all'ultimo respiro casalingo stagionale ed ha dimostrato che con campioni e giocatori "normali" si può esprimere calcio attraverso la costanza fisica, la forma e la voglia di non mollare mai.

Ora, uno sguardo al futuro, dopo la festa, tutti i tifosi lo staranno facendo: questa juve senza Conte cosa sarebbe? Marotta ha già dichiarato che questa squadra non può fare a meno del suo allenatore. E allora il prossimo mercato sarà scoppiettante? Di sicuro ci sono tutte le premesse per far sì  che questa squadra diventi una "vincente assoluta".

Almeno per oggi, però, in Italia nessuno ha la difesa, nè l'attacco, nè il numero di centrocampisti che vanno in goal come questa juve.

Non ci resta che dire "Complimenti Vecchia Signora".

Di Nicola Eramo

 Calcio Spettacolo

comments powered by Disqus