22/03/13 Investire nella cultura: questo il futuro dell'Italia

Il nostro paese, tra mille contraddizioni e altrettanti problemi - ai quali se ne sono sommati inesorabilmente degli altri - ha grandi risorse e opportunità per risalire la china. Tra tutte le soluzioni possibili quella che potrebbe aiutarci a uscire dall'impasse in cui ci troviamo è la volontà di investire nella cultura, vero volano della nostra economia. Se solo ce ne rendessimo conto. A mio parere questa rappresenterebbe la vera soluzione, non solo per uscire dall'attuale crisi, ma per far ripartire l'economia. Per comprendere il discorso sottopongo all'attenzione dei lettori alcuni dati: attualmente l'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità, ben quarantasette, a fronte dei quarantatre presenti in Spagna e dei quarantuno in Cina. Come dire: il nostro Paese è come una Ferrari con il pieno di benzina, ma noi ci ostiniamo a lasciarla marcire in garage. Nel corso dei secoli il nostro paese - stando a quanto dicono tutti gli storici - ha portato un contributo di primo piano alla cultura mondiale. In particolare nei due periodi in cui il territorio italiano fu il centro della civiltà del tempo, ovvero durante l'impero romano ed il Rinascimento, il ruolo che ebbe nella storia della conoscenza umana fu di grandissima rilevanza. Dai templi greci ai borghi medievali, dalle terme romane alle ville settecentesche, non abbiamo neppure idea dei molteplici monumenti nazionali esistenti sul nostro territorio appartenenti alla nostra cultura, dichiarati tali da una legge apposita che ne riconosce l'importanza culturale e artistica per la comunità. Ma se ci si sofferma a pensare che, nonostante vari istituti si occupino della catalogazione dei beni artistici italiani, non è possibile formulare una stima affidabile del patrimonio artistico nazionale, che ha subito e subisce una consistente opera di dispersione, si capisce che siamo inesorabilmente sulla cattiva strada. Stiamo lentamente cestinando, e lasciando marcire nella nostra noncuranza, quella che potrebbe rappresentare la maggior fonte di ricchezza per il Paese.

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