26/10/15 Investire 1000 euro? Ecco una buona idea

 

Chi ha intenzione di investire una quota di capitale anche piccola potrebbe trovare interessante la possibilità offerta dalle opzioni binarie: come sempre, vale la regola del “non lanciarsi a capofitto”.

È sempre particolarmente complicato riuscire a trovare lo strumento finanziario giusto che consenta di trasformare un investimento in un guadagno. Una volta c’erano i libretti postali che offrivano tassi interessanti, ma ormai il sistema è cambiato e la quota è scesa di molto; stesso discorso anche per i buoni fruttiferi e le altre offerte, che hanno in più il problema di “bloccare” il capitale iniziale. Ci sarebbe poi la borsa, ma in questo caso le difficoltà aumentano perché bisogna essere esperti o rivolgersi a broker ben saldi..

Quanto fin qui scritto spiega perché negli ultimi anni si siano così tanto diffuse le opzioni binarie, che sono una sorta di evoluzione del trading tradizionale accessibile a tutti, anche con un investimento iniziale non particolarmente elevato.

Raccomandazioni di rito. Innanzitutto, bisogna fare un po’ di chiarezza: con questo sistema è sì possibile guadagnare, anche fino al 90% della somma puntata, ma in caso di errata valutazione la perdita è totale. Inoltre, prima di scegliere il broker e la piattaforma su cui operare è meglio fare una ricerca online per leggere opinioni, consigli e pareri di chi ha già testato il meccanismo, come ad esempio sul forum italiano specializzato Opzioni Binarie 60, e soprattutto verificare che la società sia in possesso dei requisiti legali richiesti, a partire dalla certificazione Cysec che è garanzia di serietà e affidabilità. Ecco perché bisogna approcciare sempre con cura, senza mai lasciarsi prender troppo la mano né credere ai messaggi eccessivamente “rosei” utilizzati nelle campagne pubblicitarie di alcuni broker.

Come funziona. Il meccanismo del trading binario è estremamente semplice, ed è per questa ragione che attrae l’interesse anche di investitori meno esperti (ma anche le critiche di chi lo paragona a un gioco d’azzardo): per sintetizzare, basta sapere che si articola in quattro semplici fasi. Innanzitutto (dopo aver scelto una piattaforma e aperto un conto, anche con investimento iniziale molto basso), si seleziona il “cross”, ovvero la coppia di asset su cui abbiamo deciso di operare: in questo settore si possono scegliere coppie di valute, indici, titoli azionari o materie prime. Poi si stabilisce l’intervallo di tempo della nostra azione, che può andare da 60 secondi (il più “famigerato”, nel bene e nel male) a ore e giorni. Finalmente, si passa al momento chiave, ovvero la previsione, che può essere di tipo Put (alto) o Call (basso), a seconda della direzione che immaginiamo possa prendere il mercato nel tempo indicato. Ora non serve che aspettare la conclusione dell’intervallo impostato e scoprire l’esito dell’operazione.

Analisi del rischio. Il funzionamento quindi è davvero semplice, ma questo non significa che bisogna approcciare alle opzioni binarie con leggerezza, anzi: dietro ogni operazione si nasconde un “micromondo”, esattamente come nel trading tradizionale, fatto di elementi che condizionano i mercati, capacità interpretative, valutazione dei rischi connessi agli investimenti. Ecco perché non si tratta di semplici scommesse né di giochi d’azzardo, ma possono essere comunque “pericolose”. Cioè, possono far perdere denaro, in caso di valutazioni errate.

Conti in tasca. Ogni operazione può concludersi in due soli esiti (da cui il nome “binario”): la previsione è corretta, e pertanto si genera un guadagno che di solito oscilla tra il 70 e il 90 per cento della puntata; o la previsione è sbagliata, e si perde l’intera somma investita. Facciamo un esempio pratico: investiamo 100 euro per 3 diverse operazioni, di cui solo una si chiude in positivo. Questo significa che, a fronte di una perdita netta di 200 euro, avremo guadagnato una cifra che varia da 170 a 190 euro. Ovvero, perso più di un terzo del capitale iniziale. Ipotesi pessimistica, senza dubbio, ma che serve a chiarire come questo strumento sia molto più complicato di quanto appaia a prima vista.

comments powered by Disqus