19/05/13 Intervista ad Antonio Santoro, candidato al CNSU

FISCIANO (SALERNO).  Il giorno 21 e 22 Maggio tutti  gli studenti del Sud Italia dovranno recarsi presso i seggi delle proprie facoltà per eleggere i sette rappresentati del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Le Associazioni ViviUnisa-Agora-Futara hanno affidato la Candidatura ad Antonio Santoro nella Lista Udu.

 

A tale proposito, noi di Voce Nuova,  abbiamo posto delle domande al candidato.

 

Il 21 e 22 maggio ci sono le elezioni dei 7 rappresentanti del consiglio nazionale degli studenti universitari, siete pronti?

 

Ormai l'appuntamento è alle porte. L'impegno profuso ha prodotto grande entusiasmo tra tutti i miei sostenitori, segno che nonostante l'abituale disaffezione elettorale degli studenti, c'è ancora spazio per provare a cambiare le Università del Mezzogiorno.

La mia candidatura, del resto, non è quella di un singolo, né è frutto di logiche estemporanee, ma è il risultato di un impegno che parte da lontano. Abbiamo creato e consolidato un gruppo che ha unito le associazioni studentesche  di numerosi atenei meridionali; ci ha uniti un modello di rappresentanza studentesca e politica fondato sulla passione, la presenza e la capacità di affrontare e risolvere i problemi con apertura e prontezza. Il modello delle associazioni studentesche di Facoltà.

Se gli studenti sono pronti a darci fiducia, noi, come dice lo slogan di questa campagna elettorale, siamo “Pronti a lasciare il segno!”.

 

Quali sono le vostre idee per quest'università tanto in difficoltà?

Credo che le parole che si usino siano importanti: ecco perché nel nostro programma noi non parliamo di promesse ma di “idee per le università del mezzogiorno”.

In tutte le Università pubbliche italiane, ma specialmente in quelle meridionali, sono tante le idee che permetterebbero di avvicinarsi alle realtà accademiche più all'avanguardia. Una su tutte è la promozione del sistema formativo basato sul Campus e sulla "cittadella universitaria", l'unico effettivamente in grado di creare quell'humus culturale e sociale capace di soddisfare appieno il concetto di comunità universitaria. Tuttavia, allo stesso tempo vanno sensibilizzate le Istituzioni, per quanto concerne collegamenti, fruibilità delle strutture, integrazione territoriale e servizi agli studenti. Bisogna procedere con l'ottimizzazione delle sedi distaccate, con l'ammodernamento delle strutture e con l'adozione di strumenti per il risparmio energetico e per la riduzione dei costi economici ed ambientali.

Andrebbe implementato, poi, un sistema di diritto allo studio equo ed immediato, che riesca ad offrire soluzioni concrete alle necessità degli studenti fuorisede, ma anche ai temi della mobilità studentesca e dell'internazionalizzazione.

 

Ci parli dell'idea di potenziare il progetto Erasmus.

Credo molto nell'importanza del progetto Erasmus, e credo che su questo non si debba negoziare. Ritengo necessario sensibilizzare le istituzioni riguardo la sua importanza, ed è chiaro che andrebbero soprattutto aumentate le risorse, anche attraverso modi alternativi di finanziamento, che non gravino sulle spalle degli studenti.

Dopodiché il tema è rafforzare la cooperazione e il confronto con i migliori Atenei stranieri, promuovendo una maggiore collaborazione con i docenti e gli studenti europei ed extraeuropei, in modo da costruire una rete di interlocutori di prestigio internazionale.

Infine, bisogna favorire l'istituzione di corsi interamente in lingua inglese, agevolando quindi l'inserimento dello studente in un circuito più ampio di opportunità di lavoro e crescita.

 

Sotto quali aspetti è più urgente agire per migliorare l'università?

Sembra banale dirlo, ma quello che serve è semplicemente legare l'università alle aziende, trasformare l'università, oltre che in un luogo di apprendimento, in un portale che permetta di accedere al mondo del lavoro.

Per favorire tale processo, ritengo occorra concentrarsi su due obiettivi:

- riformare le lauree magistrali in modo da renderle più spendibili sul mercato del lavoro, cercando di indirizzarle alla vocazione economica del territorio di appartenenza ed inserendo tirocini e stage reali, soprattutto all'estero;

- intercettare forme di finanziamento a progetti e borse di studio da parte di privati o degli stakeholders territoriali, rendendo le Università pubbliche effettivamente competitive con quelle private in termini di ricerca e placamento.

 

Perché gli studenti dovrebbero votare lei?

Il Ministero è obbligato a convocare il CNSU in caso di decisioni importanti, e il mio impegno è quello di aprire un canale di comunicazione, condivisione e discussione tra la rappresentanza nazionale e quella locale per coordinare e pubblicizzare le attività e le proposte che il CNSU sarà chiamato a fornire.

A tal proposito organizzerei periodicamente riunioni ed incontri sui temi dell'Università, favorendo la sensibilizzazione da parte di chi, anche per demeriti di chi in passato ha composto tale organo, purtroppo è spesso disinteressato alla partecipazione studentesca.

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