24/05/13 Inshallah, il mistero dell'antenna sul campanile

SUCCIVO. Ricordate la questione dell'antenna sul campanile? Rinfreschiamoci un po' la memoria visto che la vicenda è tornata ad essere attuale.

Nel marzo 2012, il gestore di telefonia mobile non trovò l'accordo con l'amministrazione Tinto per l'installazione di un'antenna sul territorio comunale: a fronte dei 18 mila euro l'anno chiesti dall'assessore all'urbanistica, la società di telefonia era disposta a pagare “solo” 10 mila euro. Non avendo ricevuto risposte soddisfacenti dal Comune, l'Ericsson Telecomunicazioni spa si rivolse alla Parrocchia. Il suo campanile era perfetto come perfetto era per il parroco il relativo compenso.

La ERICCSON Telecomunicazioni, il 7 dicembre 2012, comunicò all'Amministrazione comunale, l'inizio dei lavori relativi all'installazione dell'antenna sulla Chiesa della Trasfigurazione in piazza IV Novembre. Erano, infatti, decorsi i termini di legge sulla domanda presentata dalla stessa ditta l'8 giugno 2012: il silenzio assenso dell'Amministrazione comunale equivaleva ad un'autorizzazione.Di tale richiesta, quella dell'8 giugno, che risulta protocollata con voluminosi faldoni allegati, negli uffici comunali nessuno ne sapeva niente. L'opposizione consiliare fece richiesta di accesso agli atti, ma non ebbe modo di visionarli. Tutta la pratica era scomparsa. Seguì immediatamente la segnalazione ai carabinieri di S. Arpino.

Dopo tali esposti, il Responsabile dell'ufficio tecnico, arch. Bonanno, il 14 dicembre 2012, emise una “strana” ordinanza di sospensione dei lavori per l'installazione dell'antenna. La “stranezza” fu notata immediatamente dall'ERICCSON che impugnò la sospensione davanti al TAR Campania.  

Veniamo ai giorni nostri. Il TAR ha autorizzato (guarda un po'!) la prosecuzione dei lavori d'installazione dell'antenna poiché l'ordinanza del Comune di Succivo, in assenza di provvedimenti definitivi, ha cessato la sua efficacia con il decorso dei 45 giorni dalla comunicazione al destinatario. In altre parole, il Responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune, arch. Bonanno, “stranamente” non ha emesso i provvedimenti definitivi e la sua ordinanza richiama inspiegabilmente solo l'art. 32 del DPR n. 380/2001 che non ha alcuna attinenza con l'installazione dell'impianto per la telefonia mobile.  Eppure il tecnico comunale fu subito diffidato dai consiglieri comunali di minoranza a motivare il rigetto dell'istanza dell'ERICCSON in virtù dell'art. 3 del Regolamento Comunale che non lascia dubbi: “….non saranno comunque ammesse le installazioni, per impianti tecnologici irradianti CEM nei seguenti ambiti: sopra scuole di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private, asili nidi pubblici e privati, all'interno di parchi pubblici, parchi gioco e di aree di verde attrezzato, sopra strutture di tipo sanitario, sopra edifici per il culto o loro servizi ed annessi, sopra edifici contenenti funzioni di carattere assistenziale in genere, su edifici adibiti a residenza o permanenza continuativa di persone superiore a quattro ore”. Perché l'arch. Bonanno non ha citato il regolamento comunale e ha continuato a sbagliare? Perché dopo l'ordinanza di sospensione non sono stati perfezionati gli atti come evidenziato dal Tar?

Ma c'è di più. L'antenna può essere installata perché il Comune di Succivo non si è costituito in giudizio davanti al Tar. L'Amministrazione Tinto non ha quindi difeso il provvedimento di sospensione dei lavori. Il Sindaco Tinto, come era prevedibile, non ha ritenuto doveroso incaricare un avvocato per difendere il comune contro l'installazione dell'antenna fortemente voluta dal parroco Crescenzo Abbate. E' lo stesso Sindaco, comunque, che dal mese di ottobre 2012 ad oggi, con propri decreti, ha disposto 15 difese del comune nei più disparati e improbabili giudizi, incaricando sempre e solo tale avv. Domenico Tessitore, con una spesa di circa 47 mila euro. Ma l'avv. Antonio Tinto, appena eletto, non accusò il suo predecessore, il prof. Francesco Papa, di aver affidato un incarico legale di 30 mila euro ad un unico avvocato? Questa però è un'altra storia.  

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