04/04/13 Inquinamento ambientale Zona PIP, da “Ad alta voce” il punto della situazione

TEVEROLA. Il Movimento “Ad alta voce”, visto il  perdurare delle preoccupazioni che molti cittadini hanno manifestato, onde evitare, come spesso succede, che tutto finisca nel dimenticatoio nonché per sollecitare quelle figure professionali che si erano rese disponibili per un tavolo di lavoro comune in concerto con le  associazioni culturali e  ambientali presenti sul territorio (che per la questione si sono rese “fantasma”),  fa il punto sull'inquinamento della zona PIP evidenziato alle istituzioni locali in diversi tempi.

“Si prende atto dell'iniziativa dei gruppi consiliari di minoranza che finalmente hanno concentrato l'attenzione su una problematica che interessa realmente ai cittadini e non importa se la questione è stata sollevata dal movimento Ad Alta Voce che, prima di tutti, ha chiesto agli amministratori comunali di porre attenzione alle questioni dell'ambiente e di verificare, in particolare, l'impatto ambientale nella zona P.I.P., considerato il proliferare di siti produttivi che immettono nell'aria sostanze potenzialmente(?) nocive. La preoccupazione è motivata dalla scelta, assai discutibile, di individuare la zona P.I.P. troppo a ridosso del centro abitato. E' evidente che si tratti di una scelta infelice fatta dalle stesse persone che oggi  rappresentano e amministrano Teverola.

Una valutazione che ha ipotecato e condizionato spazi di territorio in questo modo preclusi allo sviluppo residenziale della nostra Città nonché in contrasto con tutte le esperienze analoghe consumate in migliaia di comuni, grandi e piccoli, in molti dei  quali, in generale in quelli più grandi, si è puntualmente dovuti giungere alla “delocalizzazione” delle zone artigianali e industriali. Solo chi non conosce la storia è condannato a ripeterne gli errori ed evidentemente a Teverola la conoscenza della “storia” è parecchio carente. Carente per non considerare che le attività produttive hanno sempre costituito fonte di pericoli per la salute degli uomini; quindi, la scelta di localizzare i relativi siti a confine con le camere da letto degli abitanti di una località merita non solo critiche anche molto forti, ma condanne da parte di tutti coloro che di queste scelte pagheranno le conseguenze.

Della delicata questione desideriamo, comunque, portare a conoscenza la cittadinanza di ulteriori risvolti sull'argomento: Nei giorni successivi ai resoconti di stampa, la società che gestisce l'attività sul quale, in particolare, abbiamo richiamato l'attenzione delle autorità comunali, ha espresso la richiesta di potersi incontrare con i responsabili del Movimento Ad Alta Voce. La delegazione, guidata dall'Avv. Pasquale Buonpane, presidente del  Movimento, è stata ricevuta con 

cordialità dai titolari e da un legale che, prontamente, hanno esternato  il proprio  rammarico in merito alla vicenda e  assicurato che l'azienda che rappresentano è sana, seria e in regola con le norme in materia di salvaguardia dell'ambiente e, mostrandoci gli impianti di produzione, hanno dichiarato di essere in possesso di tutte le autorizzazioni, sia in materia ambientale che urbanistica, rilasciate dalle autorità competenti, nonché, rimarcando  e valorizzando che il proprio  processo di produzione è tra i più avanzati e aggiornati, con emissione  in atmosfera di solo vapore acqueo.

Nella stessa sede, la delegazione, ha chiarito di non avere nulla contro l'azienda e si è compiaciuta per la presenza sul territorio di investimenti da parte di imprenditori “forestieri”, per le comprensibili ragioni di sviluppo, anche occupazionale oltre che di incremento di entrate per le casse comunali, ovviamente subordinando la fruizione e il godimento di questi e di ogni altro vantaggio alla certezza del rispetto e della  tutela della salute dei cittadini, per la quale non può aver luogo nessun compromesso, nessuna disattenzione, nessuna approssimazione. L'incontro si è concluso con l'impegno, da parte della società gestrice dell'impianto produttivo, a inviare tutta la documentazione comprovante quanto asserito e chiarito nel corso della visita e, da parte nostra, con l'impegno a non esitare a dare atto della regolarità ambientale dell'attività produttiva lì svolta, previa verifica della documentazione da parte di esperti della materia. A tutt'oggi, nulla è pervenuto di quanto preavvertitoci in quell'occasione. Ovviamente, sarà nostra premura comunicare con immediatezza ai cittadini ulteriori notizie non appena interverranno novità sull'argomento”.

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