29/11/13 Gricignano, Di Luise presenta una relazione sul bilancio di previsione 2013

GRICIGNANO. RICEVIAMO E PUBBLICHIAMOPREMESSEL’Esercizio 2013, che ormai sta per terminare, è stato caratterizzato dalle notevoli difficoltà per gli Enti Locali di dotarsi del Bilancio di Previsione, a causa della sottoposizione – per tutti i comuni con più di 1.000 abitanti – alle regole del patto di stabilità interno, nonché dalle incertezze legate all’entità dei trasferimenti statali e al correlato gettito IMU e al nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi (TARES).Questa situazione di incertezza ha indotto il nostro Ente ad operare sino ad oggi con una gestione “provvisoria”, con tutti i limiti che ne derivano.  Gli aspetti di maggiore criticità del bilancio portato all’approvazione del Consiglio  si possono riassumere, secondo il sottoscritto, in due punti salienti:Enorme ritardo con cui è stato presentato al Consiglio comunale Il fatto che un bilancio di previsione 2013 venga approvato a fine novembre dello stesso anno è sintomo che quanto vi è previsto non è realizzabile (se non sulla carta), e nella realtà resterà un elenco, brevissimo, di buone e cattive intenzioni.La formulazione del bilancio, infatti, è necessaria per delineare le intenzioni politiche della Giunta Comunale sul piano dell’allocazione e della distribuzione delle risorse nonché sul piano della stabilizzazione dei saldi fra spese ed entrate.Sarebbe stato quindi opportuno, secondo il mio modesto parere, che la Giunta avesse adottato il bilancio previsionale già nei primi mesi dell’anno 2013 al fine di evitare di operare in “esercizio provvisorio” con la consapevolezza che, qualora lo scenario futuro avesse rivelato che le previsioni delle entrate risultavano sovrastimate, l’Amministrazione doveva correre ai ripari con le opportune variazioni di bilancio. Infatti la gestione per dodicesimi dello stanziamento assestato del bilancio precedente ha comportato il fatto che per il 2013 l’amministrazione abbia lavorato su parametri sovradimensionati, a fronte dei tagli connessi alla spending review e di un rilevante grado di incertezza sulle entrate proprie di natura tributaria (IMU e TARES), nonché nella necessità di adeguare in maniera drastica il fondo svalutazione crediti in proporzione ai crediti risalenti ad annualità pregresse.Mancanza di coraggio nelle scelte di  programmazioneQuesta amministrazione si accontenta di gestire in modo approssimativo, evitando di assumersi l’onere di compiere scelte che comportino livelli significativi di rischio e di responsabilità politica. Il Bilancio di Previsione 2013 proposto dalla Giunta Moretti a questo Consiglio, non presenta infatti contenuti politici e gestionali significativi, capaci di trasformare le famose buone intenzioni espresse in campagna elettorale, in fatti concreti.CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE IN MERITO AL BILANCIO DI PREVISIONEIl fatto che il bilancio sia un documento di autorizzazione all’effettuazione di qualsiasi spesa e all’incasso di qualsiasi entrata attribuisce ad esso un carattere di grande complessità e ne fa il centro di un “processo di scambio politico intensissimo”; processo di scambio al quale purtroppo a Gricignano non abbiamo assistito, a causa della mancata volontà di costituire delle commissioni ad-hoc volte ad effettuare attività di pianificazione e di studio in materia di bilancio comunale che consentissero, attraverso una opportuna programmazione, di definire gli obiettivi politici che una buona e seria amministrazione dovrebbe porsi.Questa è la vera politica, programmare attraverso il bilancio e fare i conti con lo stesso in quanto esso  rappresenta  il momento centrale della definizione degli obiettivi di un’Amministrazione locale.Il Bilancio di Previsione, che questa sera è in discussione, non rispetta gli elementari principi della chiarezza contabile, dell’efficienza, dell’economicità e della veridicità.  Si tratta di un bilancio in stretta continuità con quello precedente predisposto dalla commissione prefettizia, di cui però ne rappresenta l’involuzione, in quanto si notano carenze sul lato della programmazione e degli investimenti in cultura, nel settore sportivo e ricreativo dove il saldo delle spese in conto capitale è pari a zero. Si sono ridotte le spese in investimento nel campo sociale con la perdita del finanziamento che avrebbe consentito la ristrutturazione di un bene confiscato alla Camorra.La presente relazione non deve rappresentare l’analisi delle entrate e delle spese (in quanto le stesse dovrebbero essere state già soggette ad uno studio minuzioso da parte di chi ha l’onere di redigere la relazione tecnica e di valutare l’allocazione delle risorse), ma ha l’unico scopo di indicare in maniera generica, al fine di dare un giudizio politico, gli elementi che possono incidere sull’equilibrio finanziario presente e futuro.Si vuole anche sottolineare che non si è stati in grado di vigilare e verificare se la disciplina della gestione in esercizio provvisorio sia stata osservata o meno. In particolare se siano state effettuate e quindi impegnate per ciascun intervento spese in misura non superiore mensilmente ad un dodicesimo delle somme previste nell’ultimo bilancio definitivamente approvato in quanto nulla risulta dichiarato in merito a tale problematica e nulla risulta allegato alla documentazione messa a disposizione del sottoscritto. Una gestione protratta dell’esercizio provvisorio – non accompagnata da comportamenti ispirati al principio di prudenza infatti ha prodotto per l’anno 2013 una riduzione drastica dell’avanzo di amministrazione che è passato da 1.885.960 a circa 480.000 €.A supporto di tali affermazioni si analizzano di seguito le principali entrate e spese che caratterizzano il Bilancio di Previsione 2013, con il calcolo di alcuni indicatori per cercare di comprendere le capacità e i limiti del nostro ente; indici purtroppo non presenti nella relazione del revisore dei conti, né in quella della giunta.ANALISI E DINAMICA DELLE ENTRATELe risorse di cui il Comune può disporre sono costituite da poste di diversa natura, come le entrate tributarie, i trasferimenti correnti, le entrate extratributarie, le alienazioni di beni ed i contributi in conto capitale, le accensioni di prestiti, e infine le entrate dei servizi per conto di terzi.Le entrate di competenza dell’esercizio sono il vero asse portante dell’intero bilancio comunale. La dimensione che assume la gestione economica e finanziaria dell’ente dipende dal volume di risorse che vengono in vario modo reperite. Questo valore complessivo, pertanto, identifica l’entità dell’entrata che l’ente potrà successivamente utilizzare per finanziare spese correnti od interventi d’investimento. Il comune, per programmare correttamente l’attività di spesa deve infatti conoscere quali siano i mezzi finanziari di cui può disporre, garantendosi così un adeguato margine di manovra nel versante degli interventi della gestione ordinaria o in C/capitale. È per questo motivo che "ai comuni ed alle province la legge riconosce, nell’ambito della finanza pubblica, autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite" (D.Lgs.267/00, art.149/2).L’ente locale, accanto alla disponibilità di informazioni sull’entità delle risorse fornite da altri enti pubblici, deve essere messo in condizione di agire per reperire direttamente i propri mezzi economici.Questa esigenza presuppone uno scenario legislativo dove esista una chiarezza in tema di reperimento delle risorse proprie. Il grado di indipendenza finanziaria, infatti, costituisce un importante elemento che misura la dimensione dell’autonomia dell’ente nell’assunzione delle decisioni di spesa. Ne consegue che "la legge assicura, altresì, agli enti locali potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle tariffe, con conseguente adeguamento della legislazione tributaria vigente (..)" (D.Lgs.267/00, art.149/3).Alla proroga del termine per l’approvazione del bilancio di previsione segue, ovviamente, un pesante ritardo nella determinazione delle aliquote e delle tariffe dei servizi pubblici. La determinazione, nel mese di novembre, delle aliquote dei tributi locali o del costo dei servizi, se effettuata in relazione all’intero esercizio, oltre a confliggere con le disposizioni in materia di statuto del contribuente (legge 27 luglio 2000 n. 212), si pone in contrasto non solo con il principio di programmazione, ma anche con le stesse aspettative ed esigenze dei cittadini, degli utenti e delle imprese di conoscere all’inizio dell’esercizio l’ammontare delle imposte e tasse locali, nonché le scelte ritenute più opportune. Il differimento nell’approvazione degli atti impositivi, oltre a provocare possibili accavallamenti di scadenze, con conseguenti aggravi finanziari per i cittadini, determina anche notevoli ritardi nella riscossione delle entrate di competenza e rende ancora più onerosa la gestione delle spese e l’osservanza dei termini di pagamento dei debiti disposti dalla legislazione comunitaria.Vengono ora esplicitati, in maniera molto sintetica, i principali indicatori utili ad effettuare una accurata analisi delle voci di entrata e di spesa del Bilancio Previsionale:Grado di autonomia. È un tipo di indicatore che denota la capacità del comune di reperire le risorse (entrate correnti) necessarie al finanziamento di tutte le spese di funzionamento dell’apparato. Le entrate correnti costituiscono le risorse destinate alla gestione dei servizi comunali; di questo importo complessivo, le entrate tributarie ed extra tributarie indicano la parte direttamente o indirettamente reperita dall’ente. I trasferimenti correnti dello Stato, regione ed altri enti, costituiscono invece le entrate derivate, in quanto risorse fornite da terzi e destinate a finanziare una parte della gestione corrente. Grado di autonomia finanziaria                                                                       entrate tributarie + entrate extra tributarie    154%           entrate correnti                   Grado di autonomia tributaria                                  entrate tributarie    136%       entrate correnti               Incidenza delle entrate tributarie sulle entrate proprie                                  entrate tributarie    89%       entrate tributarie + entrate extratributarie               Incidenza delle entrate extra tributarie sulle entrate proprie                                  entrate extra tributarie    11%       entrate tributarie + entrate extratributarie             Pressione fiscale e restituzione erariale pro capite. È importante conoscere qual è il prezzo pagato dal cittadino per usufruire dei servizi forniti dallo Stato sociale. Allo stesso tempo, è interessante individuare l’ammontare della restituzione di risorse prelevate direttamente a livello centrale e restituite alla collettività, ma solo in un secondo tempo, nella forma di trasferimenti statali in conto gestione (contributi in conto gestione destinati a finanziare parzialmente l’attività istituzionale del comune). Pressione fiscale e restituzione pro capite                                  entrate tributarie+entrate extratributarie    € 688,90       popolazione al 31/12/2011               Pressione tributaria pro capite                                  entrate tributarie    € 610,44       popolazione al 31/12/2011             (Rispetto all’esercizio precedente la pressione tributaria pro capite è cresciuta di circa 100€).Grado di rigidità del bilancio. L’amministrazione può scegliere come utilizzare le risorse comunali nella misura in cui il bilancio non è già stato prevalentemente vincolato da impegni di spesa a lungo termine assunti in precedenti esercizi. Conoscere il grado di rigidità del bilancio consente di individuare quale sia il margine di operatività a disposizione per assumere nuove scelte di gestione o intraprendere ulteriori iniziative economico/finanziarie. Rigidità strutturale                          Spese del Personale+Tasse+Quote Mutui    24%       Entrate correnti             Costo del personale. Per erogare servizi è necessario possedere una struttura organizzativa, dove l’onere per il personale acquisisce, per forza di cose, una importanza preponderante su ogni altro fattore produttivo. Il costo del personale può essere visto come costo medio pro capite o come parte del costo complessivo delle spese correnti. Incidenza del costo del personale sulla spesa corrente                              Spese personale    14,35%           Spese correnti                   Rigidità del costo del personale                              Spese personale    22,19%           Entrate correnti                 ANALISI E DINAMICA DELLE SPESELe uscite del Comune sono costituite da spese di parte corrente, spese in conto capitale, rimborso di prestiti e da movimenti di risorse effettuate per conto di altri soggetti denominati, nella nuova struttura prevista dal Testo unico sull’ordinamento degli enti locali, servizi per conto di terzi.La quantità di risorse che il Comune può spendere dipende direttamente dal volume complessivo delle entrate che si prevede di accertare nell’esercizio. La ricerca dell’efficienza (capacità di spendere secondo il programma adottato), dell’efficacia (capacità di spendere soddisfacendo le reali esigenze della collettività) e dell’economicità (capacità di conseguire gli obiettivi stabiliti spendendo il meno possibile) deve essere compatibile con il mantenimento costante dell’equilibrio tra le entrate e le uscite di bilancio.Se da un lato “il bilancio di previsione è deliberato in pareggio finanziario complessivo (...)” (D.Lgs.267/2000, art.162/6), dall’altro, ogni spesa attivata durante l’esercizio deve essere opportunamente finanziata.La legge contabile infatti prescrive che “gli enti possono effettuare spese solo se sussiste l’impegno contabile registrato sul competente intervento o capitolo del bilancio di previsione e l’attestazione della copertura finanziaria (...)” (D.Lgs.267/2000, art.191/1). È per questo principio che “i provvedimenti dei responsabili dei servizi che comportano impegni di spesa sono trasmessi al responsabile del servizio finanziario e sono esecutivi con l’apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria” (D.Lgs.267/2000, art.151/4).La dimensione complessiva della spesa dipende dal volume globale di risorse (entrate di competenza) che si prevede di accertare nel corso dell'esercizio. Infatti, “gli enti locali deliberano (…) il bilancio di previsione per l’anno successivo, osservando i principi di (...) pareggio finanziario (...)” (D.Lgs.267/2000, art.151/1). Le previsioni di bilancio, pertanto, non sono mere stime approssimative ma attente valutazioni sui fenomeni che condizioneranno l’andamento della gestione dell’intervallo di tempo considerato dalla programmazione.Viene adesso esposto un quadro riassuntivo e generico delle spese previste nel previsionale:Spese in conto gestione. Le spese correnti, ammontano a circa 7.360.888,70 €, gran parte delle quali sono destinati alle prestazioni di servizi (€ 4.580.775,51) e alle spese del personale (€ 1.056.263,08) e in minor misura ai trasferimenti (649.353,75 €) e agli oneri finanziari sui mutui (269.554,62 €).  In termini di incidenza percentuale delle spese correnti sul totale degli stanziamenti si nota che la prestazione di servizi è di circa il 62% mentre quella del personale è di circa il 14%. Già dall’analisi di tali rapporti si nota che l’ente è “costretto” a stanziare più della metà della spesa in prestazione di servizi per la gestione di alcuni importanti servizi comunali. Solo per fare alcuni esempi si rileva che:la  funzione istruzione pubblica ha subìto un taglio in termini di spesa corrente di circa 35.000 €, con maggiore incidenza nell’istruzione elementare (circa -11.000 €) ma soprattutto nell’assistenza scolastica, trasporto e refezione dove la diminuzione è stata di circa -36.000 €. Inoltre, ulteriori tagli di spesa di questa funzione si rilevano in conto capitale, con una riduzione degli investimenti previsti che ammonta a circa 62.000 € (da 149.000 € circa arriviamo ad € 83.750). la funzione relativa alla cultura e ai beni culturali  ha visto un incremento di 15.500 € in termini di competenza, però senza alcuna previsione di spesa in conto capitale. Volendo analizzare tale spesa si nota che il costo per il mantenimento della delega all’Assessorato alla Cultura, di natura “esterna”, costa di più rispetto alla gestione della funzione e degli eventi previsti,  senza considerare che non viene nemmeno previsto nessun investimento in conto capitale.Le uniche funzioni che hanno visto, in maniera del tutto anomala e controcorrente rispetto all’insieme, incrementi significativi di spesa prevista sono quelle legate al territorio, all’ambiente e all’urbanistica. In particolare: La funzione gestione del territorio e dell’ambiente ha visto un aumento esponenziale consistente in circa 1.500.000,00 € dovuto soprattutto all’aumento del costo per prestazione di servizi nel campo smaltimento rifiuti (€ 1.000.000,00), compensato però in parte da una riduzione dei trasferimenti (€ 840.000) e con un aumento del costo del servizio idrico di circa 100.000 €, compensato anch’esso da una riduzione dei trasferimenti.  La maggiore incidenza è dovuto anche all’aumento di costi per prestazione di servizi nel campo dell’urbanistica e della gestione del territorio che da 47.000 € sono passati a circa 70.000 € e del servizio per la tutela del verde che da € 15.000 è passato a 35.000 €. La funzione nel campo sviluppo economico risulta invece invariata rispetto all’ultimo esercizio chiuso ed è di circa 4.000 €, senza però prevedere spese in conto capitale. Risulta sconcertante poi che le voci “sviluppo economico”, “cultura” e “sport” non siano nemmeno contabilizzate nelle spese in conto capitale.L’unica nota positiva riguarda l’aumento degli investimenti in viabilità e trasporti che vede la realizzazione della rete fognaria di via Sauro e via Casolla (228.000 €), l’adeguamento e l’ampliamento della rete idrica di via Giotto (330.000 €), l’adeguamento e l’ampliamento dell’impianto di pubblica illuminazione (€ 500.000) ed infine l’implementazione del sistema di video sorveglianza (€ 347.000).Ricapitolando, l’Amministrazione non intende spendere un soldo per investire nella organizzazione di Fiere, mercati e servizi connessi, di servizi relativi all’industria, al commercio, all’artigianato, all’agricoltura ed alle attività produttive.Tutto ciò mentre da un lato si paga un assessore esterno più di quanto previsto per la sua funzione solo per mantenere un impegno preso in campagna elettorale e dall’altro si prevedono aumenti di spesa esponenziali riferiti a tutte le funzioni direttamente ed indirettamente riconducibili alla delega all’urbanistica.Quindi è inaccettabile una giustificazione legata alla mancanza di fondi, in quanto quelli esistenti (non proprio esigui) o vengono stanziati male, o vengono indirizzati inspiegabilmente tutti ad una stessa funzione.IL FONDO SVALUTAZIONE CREDITI Infine una nota a parte va riferita alla problematica relativa al Fondo Svalutazione Crediti, al fine di analizzare il criterio di determinazione degli accantonamenti a tale fondo.Il principio relativo al fondo svalutazione crediti rappresenta infatti un caposaldo della struttura del bilancio in quanto è finalizzato a preservare gli equilibri di bilancio dal rischio di inesigibilità dei crediti, la quale è la principale causa delle difficoltà dei bilanci degli enti locali.Il fondo svalutazione crediti è un argomento cardine del nuovo sistema contabile, che serve a controbilanciare il criterio di accertamento delle entrate per competenza e quindi a salvaguardare il bilancio dal rischio connesso alla inesigibilità dei residui attivi.L’adozione di un principio, basato su un calcolo matematico, avrebbe consentito di accantonare risorse rivolte a fronteggiare l’inesigibilità delle entrate previste in bilancio e a strutturare l’ente in modo tale da creare, nell’arco di un quinquennio, un accantonamento per fronteggiare il rischio di mancate riscossioni sui residui di anni precedenti.Al riguardo è opportuno premettere che la Commissione Straordinaria nel corso del proprio mandato ha deliberato due volte in merito a tale tematica. Infatti, con delibera n. 96 del 28/9/2012 ha provveduto ad iscrivere in bilancio un fondo svalutazione crediti per € 665.000 pari al 25% dei residui attivi delle entrate proprie correnti (entrate tributarie ed extra tributarie) mantenute in bilancio, per un periodo superiore a cinque anni, come previsto dall’art. 6 comma 17 del D.L. 95/12. Successivamente con delibera n. 110 del 26/10/2012 la Commissione Prefettizia ha ritenuto necessario ampliare il fondo svalutazione crediti mediante apposizione di vincoli sull’avanzo di amministrazione per ulteriori € 600.000 al fine di cautelare l’ente da squilibri di parte corrente e specificando, nel rispetto del principio della prudenza, che lo stesso non venisse impiegato, nonché facendolo confluire nell’avanzo di amministrazione tra i fondi vincolati.Nel Bilancio previsionale 2013 si nota che tale fondo svalutazione crediti ha subìto una variazione in diminuzione di € -880.758 senza però indicare in nessun punto da cosa derivi tale diminuzione, né nella relazione al Bilancio né nella relazione del Revisore dei Conti.Infatti:Nulla si evince su come siano state individuate le categorie di entrate stanziate che possano dare luogo a crediti di dubbia esigibilità e difficile esazione;Nulla si evince di come sia stato calcolato, per ciascuna entrata, la media tra incassi e accertamenti degli ultimi 5 esercizi;Nulla si evince in merito alla media utilizzata per calcolare tale accantonamento al fondo; Nulla si evince  in merito ai dati extra contabili per effettuare un confronto totale dei ruoli ordinari emessi negli ultimi cinque anni con gli incassi complessivi (quindi con una distinzione degli incassi relativi ai ruoli ordinari con quelli coattivi);Nulla si evince in merito al confronto, rispetto alla scelta effettuata dalla Commissione Prefettizia in occasione dell’assestamento del bilancio dell’anno scorso e quella effettuata dalla Giunta Moretti, sulla riduzione di tale fondo motivando il tutto in una relazione dettagliata, che inoltre risulta obbligatoria come allegato al bilancio previsionale.Tale comportamento contabile non è fedele al fondamentale principio contabile della veridicità del bilancio stesso, che deve rendere una informazione corretta e veritiera della situazione finanziaria dell’ente.Tutte queste circostanze andavano puntualmente dettagliate e motivate dal responsabile del servizio competente e certificate dall’organo di revisione. Infatti l’organo di revisione doveva indicare l’ammontare stimato dei residui attivi precedenti al 2008 per i quali i responsabili dei servizi dovevano analiticamente certificare la perdurante sussistenza delle ragioni del credito e l’elevato tasso di riscuotibilità.Nulla è dato sapere.ConclusioniQuindi dall’analisi complessiva risulta che nel bilancio previsionale non sono ravvisabili scelte politiche adeguate e giuste.  È solo un insieme di numeri, allocati anche male. Null’altro. La cosa che desta maggiori attenzioni e forti preoccupazioni è l’assenza di una contabilizzazione analitica dei debiti fuori bilancio. Infatti dall’analisi dei dati si nota che l’Ente ha previsto la somma di € 100.000 come oneri straordinari a copertura di passività pregresse senza però avere contezza di tale importo. È trascorso, oramai, più di 1 anno da quando il sottoscritto ha richiesto uno stato di ricognizione della situazione debitoria del Comune, in particolar modo dei debiti fuori bilancio. Nulla mi è stato consegnato. Ho richiesto addirittura al Sindaco in questo consiglio comunale di approvare la nascita ufficiale di una commissione consiliare speciale finalizzata a fare chiarezza sui numerosi debiti fuori bilancio. Anche su questo il Sindaco ha rinviato, evidentemente preferisce gestire lui la cosa.In tante occasioni ho lanciato l’allarme, sostenendo che questo fosse un aspetto da non sottovalutare e che era necessario adottare un modello di controllo del contenzioso per un attento monitoraggio ed evitare un eventuale dissesto finanziario. Io ritengo che questa maggioranza ci stia portando al dissesto finanziario. Non mancano gravi responsabilità di vecchi e nuovi amministratori locali e proprio per questo è indispensabile rafforzare i controlli. I cittadini di Gricignano di Aversa non chiedono grandi infrastrutture futuristiche (penso al campus), ma che i marciapiedi vengano riparati, che via Sant’Antonio Abate venga riparata, che le buche nelle strade siano chiuse, che i giardinetti siano mantenuti e che vengano conservati puliti. Non servono grandi risorse per questo e nessun patto di stabilità può essere così stringente da impedire questi interventi di ordinaria amministrazione, ma che hanno un forte impatto sulla percezione della qualità della vita. Quindi la criticità verte sia sull’assenza di prospettiva che sulla mancanza di scelte piccole, ma concrete. Gricignano di Aversa è una cittadina di 10.000 abitanti con un disperato bisogno di normalità.Ecco questo è mancato: il coraggio di riportare le cose alla normalità.Alla luce delle considerazioni fatte, il mio giudizio politico sul bilancio di previsione anno 2013 e sul bilancio pluriennale 2013-2015 è del tutto negativo, questo bilancio non ha un’identità, non ha un’anima. Pertanto annuncio sin d’ora, per dichiarazione di voto, il voto contrario alla proposta di bilancio all’o.d.g.Gricignano di Aversa, Lì 28/11/2013                            Gianluca di Luise

Articoli correlati

Elezioni, i nomi dei 109 candidati casertani alle parlamentarie del M5S
Pubblicato il 16/01/2018 • leggi all'articolo
#cambiAMOgricignano, Santagata: ''Domenica 21 gennaio incontro coi cittadini della zona Us Navy. Aquilante candidato sindaco? Una bocciatura per Moretti''
Pubblicato il 11/01/2018 • leggi all'articolo
Gricignano: Aquilante pronto a presentare logo e lista, in bilico la posizione di di Luise
Pubblicato il 09/01/2018 • leggi all'articolo
Gricignano: il 23 dicembre il Concerto di Natale presso la Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
Pubblicato il 22/12/2017 • leggi all'articolo
#cambiAMOgricignano, Santagata: ''Sono orgoglioso di presentare il nostro logo''
Pubblicato il 22/12/2017 • leggi all'articolo
Gricignano: spari al centro di accoglienza, Bobb Alagiee si risveglia dal coma
Pubblicato il 16/11/2017 • leggi all'articolo
Gricignano - polemiche sulle graduatorie per il Servizio Civile: ''Vogliamo fare luce sulla vicenda''
Pubblicato il 01/11/2017 • leggi all'articolo
Gricignano - ennesimo rogo tossico, cumuli di amianto in fiamme
Pubblicato il 14/10/2017 • leggi all'articolo
Gricignano Attiva e Osservatorio Politico formalizzano l'accordo: Santagata alla guida del progetto
Pubblicato il 13/10/2017 • leggi all'articolo
Gricignano. Ennesimo incidente in via Aldo Moro, urgono interventi
Pubblicato il 01/07/2017 • leggi all'articolo

comments powered by Disqus