04/04/13 "Giovani per Gricignano" abbandona consiglio comunale per protesta

GRICIGNANO.  "Il divieto di riprendere il consiglio comunale da parte di soggetti terzi rispetto alla 'televisione di stato - PUPIA' è, dal punto di vista giuridico, insostenibile, per non parlare poi della morale. 

Dall'art. 61 comma 2 del Regolamento del nostro comune non si evince un potere discrezionale e dittatoriale del Sindaco di autorizzare la televisione del Vice-Sindaco ad effettuare le riprese del consiglio comunale. 

Dal tenore dell'art. 62 del Regolamento comunale, combinato con i disposti degli articoli 10 e 38 del TUEL, si evince, bensì, un potere di verificare solo se gli argomenti posti all'ordine del giorno siano tali da poter essere ripresi e trasmessi. Orbene, nel momento il cui il Sindaco autorizza le riprese a qualcuno, vuol dire che ha effettuato questo controllo preventivo ed ha ritenuto che gli argomenti da trattare non ledano il diritto di privacy di nessuno. 

Si comprende bene che è molto conveniente affidare le riprese alla vostra televisione che potrà montare il video e l'audio in maniera parziale a dispetto del conflitto di interesse in cui versa il Vice-Sindaco proprietario della televisione autorizzata. Tutto ciò a discapito della tanto decantata trasparenza della macchina amministrativa. Ah. . . eravamo in campagna elettorale.

Sull'argomento si è più volte pronunciato il Garante della Privacy, che ha ribadito il diritto di ogni cittadino di riprendere il consiglio comunale ed, eventualmente, pubblicarlo su internet.

Pertanto, alla luce di una così grave violazione dei diritti costituzionalmente garantiti, i consiglieri di opposizione del gruppo 'Giovani per Gricignano' hanno abbandonato la seduta e chiedono che il segretario trasmetta al Prefetto ed a tutti gli organi di controllo, il verbale redatto in data odierna con allegata la presente dichiarazione".

                                                                            I consiglieri di opposizione

                                                                 Vincenzo Santagata e Vittorio Lettieri 

 

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