09/04/13 Duro colpo al clan dei casalesi

NAPOLI. Nelle prime ore della mattinata di oggi, 9 aprile 2013, i Carabinieri de Nucleo Investigativo di Caserta, coordinati dalla DDA di Napoli, hanno stretto le manette ai polsi di numerosi elementi di spicco della criminalità organizzata operanti principalmente tra le Marche, l'Emilia Romagna e la Repubblica di San Marino.

L'attività investigativa, avviata nel 2010, avrebbe permesso di accertare la continua azione, di alcuni affiliati al clan dei casalesi, di investimento nelle regioni Marche ed Emilia Romagna di ingenti capitali provenienti da attività illecite. Alle operazioni di riciclaggio avrebbero concorso molti elementi del clan anche attraverso la vendita di immobili e di alcune auto fuoriserie oltre al versamento di denaro in contanti. I capitali raccolti, a quanto pare, venivano reinvestiti nella società FINCAPITAL S.P.A. di San Marino, amministrata da alcuni professionisti residenti nella piccola repubblica. Le indagini hanno altresi permesso di far luce sul ruolo ricoperto dagli affiliati, identificando per ognuno degli arrestati una specifica competenza.

Il sistema di reinvestimento dei capitali poteva vantare anche di alcune collaborazioni presenti sui territori marchigiani ed emiliani, nelle persone di Francesco Vallefuoco e Francesco Agostinelli. Sul territorio marchigiano, Vallefuoco avrebbe avuto un ruolo di mediatore tra il clan dei casalesi e quello degli acerrani, oltre che verificare la redditività degli investimenti.  Mentre Agostinelli, "faccendiere", sarebbe il garante degli interessi della famiglia Schiavone, la quale capeggia il clan dei casalesi. Già nel 2011 Agostinelli era stato tratto in arresto perchè trovato in possesso di circa 500 grammi di eroina e cocaina e una pistola. In tale occasione i carabinieri sequestrarono alcuni documenti riguardanti il riciclaggio di una Ferrari e cinque villette in provincia di Pesaro, il tutto per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.

Ad impartire le direttive sugli investimenti  da fare in Repubblica di San Marino, sarebbe Carmine Schiavone, figlio del ben più noto Francesco, e le indagini svolte avrebbero permesso agli inquirenti di accertarne il ruolo all'interno dell'organizzazione criminale.

Aggiornamento dell'articolo Casalesi riciclavano soldi a San Marino

 

 

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