22/05/13 Contro le leggi gay si suicida a Notre Dame per risvegliare la coscienza della Francia

PARIGI. Sembrava la scena di un romanzo del celebre scrittore Dan Brawn, quella avvenuta alle 16:00 della giornata del 21 Maggio, a Notre Dame, la cattedrale terno, che sorge sull'Ile Saint-Louis, isola sulla Senna nel cuore di Parigi, ma purtroppo è pura realtà. Uno storico e saggista di estrema destra, Dominique Venner, 78 anni, si è tolto la vita sparandosi un colpo d'arma da fuoco in bocca, dietro all'altare principale di Notre Dame.

Al rumore dello sparo, sono succedute le grida e lo spavento dei 1500 presenti al momento nella cattedrale, simbolo centenario di Parigi, che è stata subito evacuata. Sono stati attimi di puro panico quelli seguenti all'insano gesto dello storico, che ha lasciato proprio sull'altare dove ha deciso di passare a miglior vita cinque lettere dove spiega, al mondo intero, il motivo che lo ha portato a commettere una simile pazzia.

Lo aveva già anticipato nel suo blog e ha mantenuto la parola, ricorrendo ad "un'azione spettacolare", per contrastare "l'infame legge" sui gay, così definita dallo storico e saggista. Direttore di riviste e polemista molto popolare negli ambienti tradizionalisti europei, spiega così, in una delle lettere, perché sia arrivato a tanto: "Sento il dovere di agire finché ne ho ancora la forza. Credo necessario sacrificarmi per spezzare il letargo che ci attanaglia. Scelgo un luogo altamente simbolico, che rispetto e ammiro. Il mio gesto incarna un'etica della volontà. Mi dò alla morte per risvegliare le coscienze assopite".

Scosso dall'accaduto il rettore di Notre Dame, monsignor Patrick Jacquin, dichiara: "Non era uno dei nostri fedeli abituali". Si è pronunciato anche il ministro dell'interno, Manuel Valls, dichiarando: "È il gesto di un uomo disperato".

Una legge dunque, che avrebbe spaccato a metà la Francia e tutti i suoi cittadini, infatti Marine Le Pen, la leader del Fronte nazionale, ha esaltato il significato "politico" di "risveglio delle coscienze", per far si che il sacrificio di Dominique Venner non sia vano.

Tra lettere lasciate in eredità al popolo francese, c'è anche una riguardante la prossima manifestazione del 26 maggio, che sarà portata avanti dai francesi contrari alla "legge infame": "I manifestanti avranno ragione di gridare la loro impazienza e la loro rabbia, non basterà organizzare gentili manifestazioni di piazza per impedire questa legge, ci sarà certo bisogno di gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere le coscienze anestetizzate".

"Bisogna essere in sé fino all'ultimo istante - ha scritto poco prima di spararsi - è decidendo da soli, volendo davvero il proprio destino che si diventa vincitori contro il nulla. E non ci sono scappatoie".

Non è il primo caso di suicidio-protesta quello di Venner, che infatti di recente, ha parlato del giapponese Yukio Mishima, anche lui suicidatosi per la causa del suo paese e dal quale ha preso ispirazione: "Il suo gesto è stato una protesta contro l'indegnità nella quale era sprofondato il suo paese".

Un gesto che è destinato a scrivere la storia della Francia, ed era proprio questo l'intento di Dominique Venner, che ha scelto la via più drastica che non lascia scampo, per far "risvegliare la coscienza" del suo amato paese. Ora resta da osservare la reazione dei cittadini francesi, anche loro contrari alla legge sui gay e capire dove andrà a finire questa guerra politica e ideologica.

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