28/02/13 Bassolino e Iervolino condannati

Rifiuti, presentato il conto per anni di sprechi di denaro pubblico,assunzioni inutili e consulenze faraoniche, un conto salato per ex sindaci ed assessori degli anni dell'emergenza rifiuti a Napoli. La Corte dei conti della Campania presieduta da Fiorenzo Santoro ha condannato Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino e Riccardo Marone, i primi cittadini degli anni dell'emergenza rifiuti, a risarcire al Comune di Napoli 560.893 euro a testa. Identica sanzione per gli ex assessori alla nettezza urbana Ferdinando Balzamo e Massimo Paolucci. Condanna più salata per altri due ex assessori al ramo, Ferdinando Di Mezza e Gennaro Mola: 1.402.233 euro a testa. Per un totale risarcitorio di 5.609.000 euro.Il provvedimento firmato dal magistrato estensore Nicola Ruggiero e depositato il 15 febbraio affronta e riassume la vicenda delle 362 assunzioni al consorzio di bacino Napoli 5, il simbolo degli sperperi cittadini.Per provvedere alla raccolta sarebbero bastate non più di 150 persone ma ne sono state assunte più del doppio per poi assegnare la raccolta ad una municipalizzata facendo cosi restare inattivi gli operatori assunti e pagandoli per non lavorare. La Corte dei conti ritiene Bassolino sia responsabile di un danno consumato tra il gennaio 2003 e il settembre 2007, ma determinato anche da scelte politico-amministrative precedenti a quegli anni. E quantificano lo spreco in una cifra spaventosa che si aggira intorno ai 28 milioni di euro circa, pari agli stipendi inutilmente erogati ai 212 lavoratori in quell'arco temporale. Il risarcimento però non viene inflitto totalmente ai condannati perchè la Corte dei Conti ha considerato che la colpa sia da attribuire anche ad altri soggetti, quali ex sub commissari all'emergenza rifiuti, ex consiglieri comunali di Napoli e altri che hanno partecipato ai processi decisionali sfociati nelle assunzioni, ma che la Procura contabile non ha citato in giudizio e ha tenuto conto inoltre che gli operatori assunti hanno comunque svolto un compito utile al Comune di Napoli.La Corte dei Conti ha comunque diminuito la pena inflitta agli interessati motivando che le assunzioni fatte dagli amministratori siano state fatte in anni di problematiche sociali e disoccupati storici e che abbia provveduto ad assumere i lavoratori per calmare eventuali tensioni sociali,fatti che la Procura ha ritenuto come attenuanti,altresì la pena avrebbe superato i 6 milioni di euro.

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