14/03/13 Atti vandalici e furti, allarme al cimitero di Teverola

TEVEROLA. Continuano ininterrotti i furti al Cimitero di Teverola. Dalle tombe e dalle cappelle private non spariscono solo i vasi di fiori, cancelli di alluminio, candelabri ma anche i contenitori in rame e di bronzo. Se l'ultima volta le intenzioni degli atti vandalici non erano chiari in questa circostanza lo sono: nella notte tra sabato e domenica, il Cimitero di Teverola è stato preso, per l'ennesima volta, di mira da ladri che hanno fatto razzia di rame e altri oggetti sacri di modesto valore. Oltre alle cappelle gentilizie, in quest'occasione la banda di ladri ha divelto il cancello del concessionario dell'illuminazione cimiteriale e rubato utensilerie e trasformatori di corrente di notevole valore economico e composti da abbondante rame che è diventato, non solo, prezioso come l'oro ma facilmente immesso sul mercato. Il nuovo furto non è un fatto isolato; infatti, segue una serie di devastazioni con l'unico scopo di impossessarsi del metallo che adorna le lapidi e cappelle private. Quasi tutti i monumenti sono stati “visitati” e questa notte è stata profanata anche la cappella dove sono custodite le spoglie del compianto Dr. Giovanni Caserta, Sindaco di Teverola, che i malviventi non hanno risparmiato per compiere il “prelievo” del prezioso materiale. Solo la luce del giorno ha rivelato il panorama desolante di tutte le cappelle spogliate infatti ai parenti dei defunti e agli addetti ai lavori la toccante scoperta stamane quando si sono recati nel luogo sacro per l'apertura domenicale. Laconico il commento dei familiari affluiti al camposanto dopo che si era sparsa la notizia del nuovo furto: “Non si può andare avanti cosi non lasciano in pace nemmeno i morti, ha commentato l'accaduto un cittadino intento a riparare alla “buona” i danni causati dal furto anche per evitare che un'altra visita notturna, da parte di sconosciuti, possa favorire l'ignobile profanazione, “è la terza volta che ci portano via i vasi in rame dei fiori” Intanto continua il “muro” dell'Amministrazione Comunale che non accenna affatto a prendere un pur minimo provvedimento per cercare di contrastare questi ripetuti sacrilegi di un luogo che tutti, prima o poi, andremo a dimorare.

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