27/09/18 A Napoli e dintorni 1.307 attività operanti nel gambling

NAPOLI. Dallo scorso mese d’agosto il cosiddetto Decreto Dignità è una legge dello Stato. Fra i provvedimenticontenuti al suo interno anche quelli relativi al gioco d’azzardo.L’impianto normativo prevede, infatti, il blocco totale delle pubblicità per questo settore. Fanno eccezione icontratti in essere, che avranno attuazione fino alla prossima estate. Inoltre, dal 2019 gli operatori delgambling non potranno più sponsorizzare eventi.Giro di vite anche sui biglietti dei gratta e vinci che vedranno un quinto della loro superficie ricoperto dallascritta “nuoce gravemente alla salute”, un po’ come avviene da qualche tempo con i tabacchi.

Mentre per giocare alle slot machine (AWP) e alle videolottery (VLT), che saranno comunque soggette a unaumento del prelievo fiscale, sarà necessario sbloccarle inserendo la tessera sanitaria dimostrando così diessere maggiorenne.Per ultimo, tutti quegli esercizi che bandiranno dai loro ambienti gli apparecchi per il gioco d’azzardo ,potranno fregiarsi del logo “no slot”.Adesso resta da capire quanto delle intenzioni del legislatore si tramuterà in realtà. Soprattutto in areedove il settore produce cifre significative.Il comune di Napoli e il territorio che lo circonda rappresentano la provincia italiana con la maggiorconcentrazione di attività operanti nel settore del gioco. A sostenerlo uno studio della Camera diCommercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi.Le statistiche reperite tramite il registro imprese raccontano, difatti, di 1.307 esercizi nel periodo gennaio-marzo 2018 (poco più dell’11% a livello nazionale).Roma è seconda, ma con ‘solo’ 904 attività. Mentre la terza piazza è appannaggio di Milano, con 480.Un valore, quello partenopeo, che se affiancato ai dati delle altre province campane fornisce anche unachiave di lettura a una statistica relativa al 2016.Il totale delle attività legate al gambling nella regione ammonta a 2.261 e rappresenta il 20,3% delle 11.139operanti in tutto il Paese.Insomma, un peso non indifferente.Anche per questo dei 19 miliardi spesi in giochi d’azzardo dagli italiani nel corso del 2016, circa un decimoproveniva dalla sola Campania, 1,8 miliardi.E sul fronte del gioco d’azzardo online?Gli ultimi dati, che però non è possibile spacchettare per aree geografiche, mostrano il segno più. La spesain casinò online, come netbet.it , poker room virtuali e altri passatempi presenti in Rete ormai da due anniha superato la quota del miliardo di euro. Tre si rivelano i fattori principali di questa crescita: 1) utentisempre più digitali; 2) ingresso di player stranieri nel circuito “.it”; 3) ultimo, ma non meno importante, lasottrazione di somme di denaro dal gioco irregolare.Adesso non resta che attendere il 2019 per fare un primo bilancio delle nuove norme e dell’impatto avutosul gambling italiano.

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