29/10/14 Il Decreto Sblocca Italia

ROMA. Il Decreto legge 12/9/2014, n°133, cosiddetto “Sblocca Italia”, ha previsto misure urgenti per favorire la riapertura dei cantieri, la realizzazione di nuove opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione delle procedure, gli interventi di emergenza per il dissesto idrogeologico e la ripresa delle attività produttive. Il Disegno di legge di conversione (AC 2629 A/R), che è riportato, per comodità di lettura in Allegato 1, ha subito numerose modifiche da parte delle Commissioni. 

 

Situazione

Allo stato attuale il disegno di legge di conversione si trova all’esame della Camera, ove giovedì prossimo 30 ottobre è previsto il voto finale. Il provvedimento passerà successivamente al Senato per la definitiva approvazione che, in ogni caso, dovrà avvenire entro e non oltre l’11 novembre prossimo venturo.

Si tratta di un provvedimento complesso e molto corposo che contiene norme che potrebbero rimettere in moto la nostra economia, consentendole finalmente di ripartire. In particolare, sono da evidenziare i seguenti aspetti:

lo sblocco delle infrastrutture strategiche. Contiene norme infatti che sbloccano opere già finanziate al fine di far ripartire i cantieri con largo anticipo rispetto ai tempi previsti (potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, delle reti autostradali, opere nelle grandi città, ottimizzazione della funzionalità aeroportuale etc…); lo sblocca export e la promozione del Made in Italy. Prevede un piano per la promozione dei prodotti italiani in campo industriale ed agroalimentare e per l’attrazione degli investimenti in Italia. Valorizza e tutela le certificazioni di qualità e di origine dei nostri prodotti, fissando anche diversi inventivi per le imprese coinvolte; lo sblocca energia e la gestione dei rifiuti in materia ambientale. Contiene norme che riducono il rischio idrogeologico al fine di salvaguardare gli ecosistemi e di superare le situazioni di crisi connesse con la gestione dei rifiuti. Prevede misure atte a garantire l’approvvigionamento energetico e  a riconoscere la natura strategica delle infrastrutture di trasformazione e stoccaggio del gas, valorizzando i giacimenti di idrocarburi liquidi presenti sul territorio nazionale. In particolare, ottimizza le attività estrattive all’interno del territorio della Basilicata. Rende inoltre più accessibili gli incentivi per i veicoli a basse emissioni al fine di favorire la ripresa del mercato e il ricambio del parco macchine; lo sblocca imprese. Prevede la creazione di un fondo per le imprese in difficoltà finanziarie al fine del loro rilancio industriale nonché norme per favorire il rilancio degli investimenti pubblici e privati e norme volte ad ampliare l’operatività della cassa depositi e prestiti per poter sostenere l’economia reale; lo sblocco del settore immobiliare e dell’edilizia. Contiene misure per sbloccare il settore immobiliare, per superare le rigidità normative che ne frenano lo sviluppo e per rendere più flessibile la gestione degli investimenti. Incentiva l’edilizia per ridare slancio al mercato sia sul fronte delle compravendite, sia su quello degli affitti. Prevede in particolare l’affitto con riscatto (rent to buy) che permetterebbe di acquistare casa mentre ci si abita. Si tratta di una modalità di compravendita che offre notevoli vantaggi finanziari all’acquirente grazie alla possibilità di pagare inizialmente un acconto pari al 6% del prezzo pattuito e di capitalizzare il 50% dell’affitto che va a creare un conto deposito per 3 anni; le misure contro il dissesto idrogeologico. Contiene norme per prevenire e mettere in sicurezza il Paese colpito frequentemente da frane e allagamenti nonché interventi per l’edilizia scolastica. 

 

Considerazioni

Il provvedimento è strutturato a 360° in quanto spazia dalla riapertura dei cantieri, alla realizzazione di nuove opere pubbliche, dalla semplificazione procedurale per le infrastrutture strategiche, alla digitalizzazione, dagli interventi di emergenza per il dissesto idrogeologico, alla ripresa delle attività produttive. L’obiettivo ambizioso del Governo si può riassumere in una sola frase: sburocratizzare e sbloccare il Paese in tutti i settori. Naturalmente non sono mancate le critiche, sopratutto in materia di appalti, bonifiche, ed edilizia. Un aspetto ad esempio che ha riscosso molte critiche è quello relativo alla massima velocizzazione degli interventi e alle deroghe al codice degli appalti: il rischio è quello di abbassare i livelli di trasparenza e di lotta alla corruzione. Poi, secondo gli ambientalisti, il provvedimento introduce una deregulation pericolosa ed inaccettabile: un attacco all’integrità del territorio, del paesaggio e dei centri storici, una pesante cementificazione e lo sfruttamento senza limiti delle risorse naturali, quando invece la vera emergenza nazionale è la messa in sicurezza del territorio. Le critiche nascono dalla constatazione che viene ridotta ogni procedura di controllo con il pretesto della rapidità e dell’urgenza. In effetti, nello sblocca Italia alcune disposizioni sembrano rimuovere le verifiche di controllo e rischiano di incidere negativamente, a livello ambientale e paesaggistico, su zone di interesse agricolo e turistico ove sono presenti giacimenti di gas e di petrolio.

Quì potete scaricare il PDF con tutte le informazioni necessarie.

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