24/03/15 Mondo militare: una curiosa sperequazione.

ROMA. Come sapete, la legge di stabilità 2015, per  conseguire un  risparmio di spesa, ha cancellato, con un colpo di spugna, le promozioni da conferire  all’atto del congedo al personale militare in servizio permanente, previste dalle cosiddette Leggi “ Angelini ” e” Durand de la Penne” e recepite negli articoli 1076,1077,1082 e 1083 del Codice dell’ordinamento militare, anche per i casi  di permanente inabilità al servizio incondizionato e di decesso per causa di servizio ( promozione alla memoria).

Tanto per fare un esempio,  all’ Ufficiale in servizio permanente deceduto ovvero dichiarato permanentemente non più idoneo al sevizio a seguito di una ferita  riportata fuori area, non è più concessa, a partire dal 1 gennaio 2015, alcuna promozione. Viceversa,  è rimasto in vita l’articolo 1084 dello stesso Codice ( cd. norma Cola ) che non vede tra i destinatari gli Ufficiali in servizio permanente ma gli appartenenti ai ruoli marescialli, musicisti, sergenti, volontari in servizio permanente, Ufficiali ausiliari e volontari in ferma.

Esso, come è noto, prevede, in caso di decesso o di permanente inidoneità riconosciuta a seguito di impiego in attività operative e di addestramento, la promozione  anche oltre il grado massimo previsto per il ruolo di appartenenza. Ai primi Marescialli  può essere attribuita quindi la promozione al grado di Sottotenente e se la promozione comporta la corresponsione di un trattamento economico inferiore rispetto a quello in godimento, all’interessato è attribuito un assegno pensionabile pari alla differenza tra il trattamento economico in godimento e quello spettante nel nuovo grado.

In sostanza, per effetto della legge  di stabilità, si vanno a creare due tipi di sperequazioni, di cui il legislatore, tutto preso dalla foga di apportare tagli, non ha tenuto minimamente  conto:   la prima sperequazione, inevitabile, riguarda i militari che, in congedo da quest’anno, rivestiranno un grado in meno rispetto ai colleghi di corso più anziani ma anche  più giovani e di corsi successivi qualora cessati a domanda.

La seconda sperequazione riguarda gli Ufficiali in servizio permanente nel caso di un infausto evento che li coinvolga in operazioni fuori area. Mi spiego meglio ,si pensi ad esempio ad un Sottotenente in servizio permanente, ad un Sottotenente in ferma prefissata e ad un primo Maresciallo. In questa tragica ipotesi, il giovane Ufficiale in servizio permanente sarebbe l’unico a non usufruire della promozione al grado superiore diventando un mero parigrado se non sottoposto dell’altro.

Ma, al di la della sperequazione, preme sottolineare che all’epoca dell’elaborazione della legge di stabilità, la Commissione Difesa della Camera aveva posto l’accento sulla necessità di salvaguardare almeno i casi di decesso e di permanente inabilità per causa di servizio, ma non ci fu nulla da fare:  l’importante era produrre risparmi. C’è da augurarsi allora che con il prossimo provvedimento correttivo la Difesa riesca a reintrodurre la promozione alla vigilia per chi dona la vita per la Patria, a prescindere dallo stato giuridico di appartenenza.   

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