30/07/13 (5) Strategie per vivere meglio? Impariamo a riciclare!

Prima di iniziare il nostro percorso di cambiamento, dobbiamo porre le basi per renderlo più consapevole e duraturo nel tempo. Bisogna partire dall’ambiente che ci circonda!

Gli scienziati di tutto il mondo si riuniscono periodicamente per esaminare ed emettere il drammatico bollettino dei disastri che l’uomo compie continuamente su un sistema che originariamente era perfetto! Purtroppo le risorse del nostro pianeta sono “in rosso” e a  pagare le spese del deficit ecologico sono soprattutto:

1) le foreste che devono assorbire l'anidride carbonica

2) la qualità dell'aria messa a dura prova dal maggior inquinamento

3) gli oceani sottoposti allo scarico di rifiuti e al sovra sfruttamento degli stock ittici.

 

Tutto ciò ha portato e porterà ancora grandi cambiamenti climatici e a rivelarcelo è la Global Footprint di Network (un’organizzazione non governativa  di ricerca che misura quante risorse naturali abbiamo, quante ne usiamo e chi le usa).

Dal 1999 aggiorna sistematicamente la situazione nel “Living Planet Report”, una pubblicazione del WWF.                

Di fronte a queste temibili e martellanti notizie è normale sentirsi sgomenti e soprattutto impotenti... come se noi non potessimo far nulla per porre un freno all’inquinamento, allo spreco delle risorse e al danneggiamento degli ecosistemi! Invece non è così, possiamo fare molto, anzi moltissimo!

Se tutti ci impegnassimo seriamente potremmo davvero risollevare la situazione, vivere meglio  e lasciare ai nostri figli un mondo più bello e vivibile.   

Essere più consapevoli ci può insegnare che ci sono delle piccole azioni che possiamo fare ogni giorno per aiutare a ridurre i gas effetto serra e il nostro impatto negativo sull'ambiente. Prendersi cura della Terra non è solo una responsabilità, è un privilegio.

Diventare più ecologo  non è così difficile come si può pensare!

Quando si parla di “raccolta differenziata” spesso si pensa ad una scocciatura. Effettivamente il dover prestare l'attenzione a come dividere i materiali può sembrare una cosa noiosa, ma vi assicuro che si tratta solo di abitudine. E' importante capire che si deve fare correttamente per reputarla realmente differenziata. Spesso non si nota che gli oggetti hanno involucri composti di più materiali, che andrebbero divisi! Per esempio le bottiglie dell’acqua sono di plastica, ma spesso le etichette sono di carta. Per buttarle bisognerebbe staccarle per metterle negli appositi rifiuti. Oppure consideriamo i giornali o gli opuscoli rilegati con delle graffette metalliche, quando si buttano nella carta si dovrebbero togliere. Questi non sono che piccoli accorgimenti che servono per il futuro, il nostro futuro e di chi verrà dopo di noi. Mi sembra doveroso dare alcune indicazioni specifiche perché molte  sono pressoché ignorate.                                                        

Allora ecco alcune regole di generale applicazione dalle quali non possiamo prescindere:

1) Separare l’organico dall’indifferenziato visto che può risolvere gran parte dei problemi legati ai rifiuti. Forse non sapete che gli umidi danno notevoli problemi nelle discariche, aumentando i costi per l’incenerimento, che a sua volta porta emissioni nocive nell’aria e nei terreni che coltiviamo.

2) Quando si gettano bottiglie di plastica, imballaggi o contenitori di qualsiasi tipo bisogna ridurne il volume,

3) Imballaggi composti da materiali diversi devono essere separati nelle varie componenti per i rispettivi contenitori della differenziata,

4) Non si devono gettare imballaggi o contenitori sporchi, andrebbero sciacquati

5) Nel dubbio getta nell’indifferenziato per non contaminare il contenitore della differenziata

 

Questa breve guida propone di ordinare i rifiuti per macrocategorie così individuate: plastica, carta e cartone, vetro, metalli, organico, indifferenziato.

 PLASTICA                                                                                         

Cosa si - Bottiglie, buste della spesa, buste della pasta, sacchetti di plastica, cellophan per imballaggi, flaconi per prodotti di pulizia e igiene personale, incarti trasparenti alimentari, plastiche da imballaggi, polistirolo da imballaggio, vaschette del gelato, vaschette portauova trasparenti, vassoi per alimenti in genere, vassoi per alimenti di polistirolo, vaschette formaggi o yogurt, vassoi di polistirolo , tubetti dentifricio o maionese se di plastica.                                         

Cosa no - Piatti, bicchieri, posate di plastica, giocattoli, sedie di plastica, tubi ed oggetti in plastica che non sono imballaggi, tutto ciò che ha residui organici (cibo) o sostanze pericolose (vernici, colle, ecc)

 

CARTA E CARTONE                                                                                      

Cosa si - Giornali, riviste, quaderni, scatole, tetrapak, carta da pacchi, carta del pane, cartoni pizze (se non unti), imballaggi cornflakes, portauova in cartone, tutti i materiali a base di cellulosa.   

Cosa no - Carta unta o bagnata, piatti e bicchieri di carta, carta da forno.

 

VETRO                                                                                                                                                 

Cosa si - Bottiglie, bicchieri, vassoi, tutto ciò che è in vetro.                                                           

Cosa no - Lampadine, neon, specchi, contenitori in pirex, cristallo.

 

METALLI                                                                                                       

Cosa si - Metalli in genere, scatolette di pomodoro, tonno ecc, lattine di alluminio.                         

Cosa no - Materiali plastici, cellulosa, vetro, materiale biodegradabile.

 

INDIFFERENZIATO                                                                                                                      

Cosa si - Piatti, bicchieri e posate di plastica, adesivi, cd e dvd, aghi, rimmel o rossetto, bacinelle, batuffoli di ovatta, calze, cerotti, cotton fioc, giocattoli, gomme da masticare, gomme da cancellare, penne, fiori finti, fili elettrici, rasoi, guanti di gomma, occhiali, pentole, teglie, sacchetti per aspirapolvere, secchi, siringhe (con ago coperto), spazzole per capelli, spazzolino da denti, tampone per timbri, tappezzeria, videocassette, vasi di plastica, zerbini e in genere tutto su cui si ha un dubbio relativo al contenitore di raccolta differenziata.                                       

Cosa no - Materiali plastici, cellulosa, vetro, materiale biodegradabile.

 

ORGANICO                                                                                                                                        

Cosa si - Pane secco, avanzi, bucce, alimenti, avanzi, biscotti, capelli, fiori recisi, fondi di tè o caffè, gusci d’uovo, lische, noccioli, torsoli, semi, stuzzicadenti, tappi di sughero, torsoli, tovaglioli di carta sporchi (senza esagerare)…                                

Cosa no - Metalli, cenere, qualunque materiale non degradabile. 

 

I FARMACI

I medicinali scaduti vanno gettati negli appositi contenitori che si trovano fuori dalle farmacie e negli ambulatori ASL, invece le scatole ed i bugiardini vanno riciclati nella carta. I medicinali NON scaduti vanno consegnati presso le farmacie, i farmacisti si occuperanno di donarli ai bisognosi o alle associazioni di assistenza ad indigenti e bisognosi come la Caritas e tanti altri.

 

LE ISOLE ECOLOGICHE

Sono strutture completamente GRATUITE e attrezzate nella raccolta e avvio al recupero di tutti i rifiuti che non possono essere smaltiti nei cassonetti stradali. Cercate i centri di raccolta più vicini alla vostra città, è molto facile individuarli, basta trovarli su internet scrivendo “Isole ecologiche elenco completo Italia”.     Queste strutture possono essere attrezzate per ricevere:                               

- olio da cucina  - ingombranti (mobili, divani, ecc) - inerti e calcinacci - frigoriferi e condizionatori - apparati elettronici  - batterie al piombo (auto)  - neon e termometri - metalli  - legno  - carta e cartone  - consumabili da stampa  - sfalci e potature  - vernici e solventi

 

OLI ESAUSTI                                                                                              

L’olio alimentare esausto è un residuo che proviene dalla frittura di oli di semi vegetali, più raramente da olio d'oliva. Le alte temperature lo trasformano in un rifiuto speciale, causa di grave inquinamento. Qualora non venga effettuato un corretto smaltimento e se disperso nell’ambiente. Bisogna quindi prestare molta attenzione alla gestione del rifiuto, non è possibile buttarlo nel lavandino o nel wc di casa, abbandonandolo nelle acque superficiali e sotterranee attraverso la rete fognaria, anche in presenza di depuratori. Basti pensare che un litro di olio esausto versato nell'acqua produce una sottile pellicola, di circa un chilometro quadrato, che impedisce l'ossigenazione di flora e fauna, provocandone la repentina morte. Invece, opportunamente trattato, può essere riutilizzato come base per oli lubrificanti, avviato alla produzione di asfalti e bitumi, o impiegato per produrre mastici, biodisel, collanti, inchiostri, saponi e molto altro. Ogni 2 mesi prefissatevi di portare l’olio di scarto ai centri di raccolta nelle vostre vicinanze. Darete un contributo per sostenere l’ambiente e il rifiuto verrà trasformato in una grande risorsa!

 

E’ giusto sperare in un miglioramento tecnologico, in una maggiore efficienza energetica e nelle  fonti rinnovabili, ma non possiamo pensare di vincere questa partita senza intervenire anche sugli stili di vita. Cambiare rotta è possibile, ma è un percorso che dobbiamo cominciare subito, partendo dalle nostre abitudini. Iniziamo dal "ME" per arrivare al "NOI".

Tratto da un articolo di Simona Scelfo

                                                                     Vi propongo come stimolo la visione di questo filmato.

 

 

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