04/03/14 Disposizioni in materia di personale militare e civile della Difesa: parte quarta

Convince sempre meno il piano operativo per poter procedere al grande taglio che dovrà essere effettuato sugli organici della Difesa. E’ vero, l’obiettivo è ambizioso; si tratta di ridurre, nell’arco di 10 anni, le dotazioni organiche del personale militare da 190 mila a 150 mila unità. Il vero problema è come smaltire le eccedenze che, in virtù dei tagli, si determineranno nei vari ruoli delle Forze Armate, evitando di colpire duramente il personale. Abbiamo sottolineato, nei precedenti articoli, che quella che rappresentava la più funzionale valvola di sfogo per eliminare le eccedenze, la cosiddetta previsione sull’esenzione dal servizio, è stata bocciata dalle Commissioni Difesa, con la giustificazione che risultava insostenibile sul piano della situazione sociale del Paese. Balle! Questa presa di posizione è il frutto di una conoscenza incompleta del quadro normativo vigente e delle reali finalità della revisione dello strumento militare. Abbiamo posto in evidenza altresì che le riserve di posti a favore dei volontari congedati senza demerito per accedere alle carriere iniziali dei corpi di Polizia Municipale e Provinciale sono stati drasticamente ridotte dal 50% al 20%. La soluzione di far transitare i graduati presso altre amministrazioni pubbliche sembra più un sogno che una ipotesi reale perché in questo momento gli enti pubblici non hanno assolutamente bisogno di rinforzarsi, piuttosto di tagliare anch’essi gli organici. E allora cosa potrà succedere se verranno meno anche gli sbocchi occupazionali per i volontari in eccesso?

A questi profili di criticità, ne vorrei aggiungere un altro che riguarda gli ufficiali e i sottufficiali. Una norma del Codice dell’Ordinamento Militare ( art. 1913 e seguenti) prevede che a queste categorie di personale venga corrisposta una indennità supplementare solo in caso di cessazione dal servizio con diritto a pensione. Quindi, nel caso di cessazione a domanda o per infermità non si potranno restituire i contributi versati obbligatoriamente da ciascuno sin dall’arruolamento nè liquidare l'indennità supplementare. Quante persone allora faranno domanda per transitare nei ruoli del personale civile di altre amministrazioni pubbliche, ammesso che ci sia qualche posto da occupare, se non potranno almeno ottenere la restituzione dei contributi versati? Io stimo un numero veramente esiguo.

Per fortuna proprio recentemente è stato nominato Sottosegretario alla Difesa un generale, l’On. Domenico Rossi del partito Popolari per l’Italia, che per lunghi anni è stato il Capo dell’Ufficio Giuridico dello Stato Maggiore della Difesa e che ha le competenze migliori per poter portare avanti questa riforma così complicata ed articolata. Finalmente, è il caso di dire, l’uomo giusto al posto giusto.

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