23/01/16 Intervista al Sottosegretario alla Difesa On. Domenico Rossi

Signor Sottosegretario, potrebbe spiegare ai nostri lettori quali sono le attività previste dal suo incarico?

Dopo aver trascorso più di quaranta anni nell’Esercito italiano raggiungendo il grado di Generale di Corpo D’Armata e svolgendo l’incarico di Sottocapo di Stato Maggiore, ho l’onore di esercitare in questo Governo la carica di Sottosegretario alla Difesa con delega sul personale militare e civile, ivi compresi i rapporti con le rispettive rappresentanze; in sostanza, la mia attività è indirizzata al miglioramento delle condizioni di lavoro di tutto il personale della Difesa.

Quali sono in particolare i provvedimenti e le attività che ha curato sinora?

 Durante il mio mandato ho curato diversi provvedimenti. Tra questi, le proroghe delle missioni internazionali dei nostri militari. La presenza dei militari italiani fuori dei confini nazionali, nei teatri più caldi del mondo, ci colloca in una posizione di rilievo in diversi scacchieri internazionali e, lasciatemelo dire, è sempre accolta con grande soddisfazione dalle popolazioni locali. I nostri soldati che operano in teatri difficili come l’Iraq, il Kurdistan,il Kuwait,il Libano,l’Afghanistan,il Kosovo,la Somalia e Gibuti, infatti , oltre ad essere sempre in ottimi rapporti con le varie etnie, contribuiscono fattivamente all’assistenza sociale e sanitaria delle stesse. Attualmente sono impegnati quotidianamente per garantire la pace e la sicurezza interna ed esterna del Paese quasi 12.000 militari, uomini e donne che svolgono la loro attività con grandissimo senso del dovere e spiccatissimo spirito di sacrificio. All’estero l’Italia è impegnata con circa 5700 militari che fanno parte di 25 missioni diverse in 18 Paesi. In Patria sono oltre 6000 i militari che vigilano sulla nostra sicurezza in supporto alle Forze di Polizia nell’operazione Strade Sicure ed impegnati nella missione Mare Sicuro.  

 Un altro provvedimento che ho seguito in prima persona riguarda la fase concorsuale per accedere alle carriere militari; mi riferisco alla riforma dei limiti di statura. Sono cambiati infatti i parametri di scelta nelle  selezioni: non più i limiti di statura che determinavano spesso la non idoneità di candidati cui mancava solo un centimetro per rientrare nei vecchi parametri  ma il giusto rapporto armonico tra peso, altezza e perimetro toracico alla stregua di molti altri Paesi.

Ho portato avanti, ritengo con successo, anche alcuni lavori sia nell’ambito dei sistemi d’arma  nazionali, sia in materia di contributi a favore delle Associazioni combattentistiche e d’Arma al fine di garantirne la massima trasparenza. 

Ed infine vorrei ricordare l’attività svolta all’estero, con delega del Ministro e in rappresentanza dello Stato italiano, per migliorare o instaurare rapporti bilaterali e per rafforzare quelli già solidi e strategici. In particolare, i viaggi in Vietnam e in Australia che hanno rafforzato la cooperazione tra i nostri Paesi. 

Onorevole Sottosegretario, Lei ha effettuato proprio di recente una visita al nostro contingente che opera in Libano. Potrebbe fare un sintetico punto della situazione sull’attività dei nostri militari in quell’area così delicata?

Non posso che esprimere tutto il mio compiacimento per il prezioso lavoro che i nostri militari svolgono in Libano e devo premettere al riguardo che la comunità internazionale ha fortemente voluto proprio una leadership italiana alla guida di questa complessa e difficile operazione. Ma, a carattere generale, devo sottolineare che la capacità  dei nostri soldati di operare con eccellenti risultati nei diversi teatri fuori area è il miglior passaporto che possiamo esibire nei contesti internazionali. Grazie alla professionalità dei nostri militari, infatti, alla loro dedizione, al loro encomiabile spirito di sacrificio e mi lasci dire alla loro spiccata propensione per il dialogo ed il sostegno alle popolazioni locali, il nostro Paese sta svolgendo un ruolo fondamentale per la stabilizzazione ed il mantenimento della pace, che è universalmente riconosciuto.

Ancora una domanda Onorevole ROSSI : i cittadini italiani chiedono quotidianamente più legalità e più sicurezza. Quale contributo stanno dando le Forze Armate alla lotta contro la criminalità e la minaccia terroristica, in modo particolare nella Capitale?

Nel nostro Paese sono impegnati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure circa 5500 militari che, in supporto alle Forze di Polizia,  svolgono con grande dedizione e spirito di sacrificio una proficua attività di controllo del territorio.  Altri 600 militari danno il loro prezioso contributo nella missione “Mare Sicuro”, che come è noto dal 2015 svolge, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti, attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale.

 Dai dati recentemente forniti dalla Questura di Roma , con riferimento al primo mese di questo Giubileo straordinario, sta emergendo che reati quali rapine, furti, scippi, borseggi e stupri sono diminuiti di circa il 30 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nella Capitale. Un indubbio merito in questo dato positivo va dato  alla presenza nelle nostre strade dei miliari che supportano le Forze dell’Ordine; E questa presenza, non solo a Roma ma anche in tante altre città italiane, incrementa sicuramente la percezione di sicurezza da parte dei cittadini, nonostante il grave momento storico che stiamo vivendo a causa della minaccia terrorista. A tale proposito, non posso non sottolineare un altro aspetto molto importante:  la legge di Stabilità 2016 tra i suoi elementi cardine ha avuto anche quello di destinare maggiori risorse per la sicurezza, che rappresenta una delle priorità da soddisfare per i nostri cittadini. E vorrei concludere questo discorso sottolineando che il Governo proseguirà sulla strada intrapresa al fine di garantire il massimo grado di sicurezza e di rafforzare quella percezione positiva che comincia a delinearsi nei nostri concittadini.

 

 

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