03/10/15 Lavorare sei ore è più produttivo, introdotta in Svezia la "giornata breve"

STOCCOLMA. Meno lavoro, più motivazione, dunque più produzione. E' questo il nuovo motto dei datori di lavoro in Svezia, Paese in cui è stata introdotta la "giornata breve" lavorativa: si passa dalle tipiche otto ore a sei.

Una novità, questa, che proviene da diversi esperimenti, tra cui il più famoso è quello della Toyota, che nel corso degli anni hanno ottenuto risultati straordinari.

L'obiettivo è quello di concedere più tempo libero ai lavoratori, così che in quelle sei ore diventino più produttivi. Nello stabilimento della celebre casa automobilistica giapponese situato a Goteborg, città della Svezia meridionale, la riduzione delle ore lavorative è stata introdotta ben tredici anni fa: il risultato è quello di un "tasso di felicità" più elevato all'interno dello staff, unito a un basso turnover e a un aumento dei guadagni di maggior utile fino al 25%.

"In molti sono invidiosi del lavoro che faccio, lo ammetto - dichiara un meccanico Toyota ai microfoni del Guardian - E' stupendo finire di lavorare alle 12. Quando non avevo una famiglia, terminato il lavoro, andavo in spiaggia. Adesso ho la possibilità di trascorrere molto tempo assieme ai miei figli". Ma la multinazionale produttrice di autoveicoli non è l'unico caso in cui la "giornata breve" ha avuto successo.

Anche Filimundus, un rinomato sviluppatore di applicazioni con sede a Stoccolma, ha optato per le sei ore di lavoro da circa un anno e a spiegarne l'efficacia è il CEO dell'azienda, Linus Feldt: "Le tradizionali otto ore di lavoro non sono così efficaci come si può pensare. Restare fermi su una mansione per otto ore è arduo ed è facile perdere la concentrazione.

Per riuscirci, solitamente si intervallano le ore di lavoro con delle pause, ma comunque poi si fatica a gestire la propria vita al di fuori dell'ufficio". Alla riduzione dell'orario lavorativo, Feldt ha affiancato il divieto di utilizzo dei social network e l'eliminazione di altre fonti di distrazione: anche in questo caso i risultati si sono rivelati eccellenti, coi lavoratori felici di poter dedicare più tempo alla loro vita privata.

Insomma, la "giornata breve" farebbe felici un po' tutti. L'unico neo, a dire il vero abbastanza grosso, esiste laddove le amministrazioni abbiano la necessità di tagliare le spese: anche perché la logica del "meno lavoro, ma stesso salario" farebbe senza ombra di dubbio storcere il naso a più di un industriale. 

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