17/07/14 Finalmente una buona notizia per il comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso, ma l'ultima parola spetta al Governo

ROMA. Il personale delle Forze Armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a partire dall’approvazione del decreto legge n. 78 del 2010, che ha imposto l’introduzione di misure per il contenimento della spesa pubblica, ha dovuto subire tutta una serie di penalizzazioni legate al cosiddetto blocco stipendiale, che si è protratto per l’intero triennio 2011-2013 ed è stato prorogato successivamente anche per l’anno 2014. Il provvedimento  ha investito in modo devastante soprattutto il mondo militare, già oggetto di ulteriori, gravi e pesanti penalizzazioni. Si pensi in particolare a coloro che, promossi al grado superiore con nuove e ben più rilevanti responsabilità e funzioni, non vengono remunerati con il previsto trattamento economico.  Questo blocco infatti ha inciso pesantemente sia sul sistema delle promozioni, che in un settore gerarchizzato come quello delle Forze Armate assume una connotazione assai rilevante in relazione ai crescenti livelli di responsabilità connessi con il nuovo grado, sia in tema di blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali, pregiudicando la maturazione di alcuni istituti tipici del comparto e causando sensibili ripercussioni sui futuri trattamenti pensionistici. Il 12 dicembre 2013 è intervenuta sulla questione la Corte Costituzionale che, pur ribadendo la legittimità del blocco stipendiale, ha sottolineato tuttavia il carattere eccezionale della misura adottata, affermando che il sacrificio richiesto al personale doveva essere limitato nel tempo. Dopo 4 anni di blocco durante i quali il personale militare ha continuato ad operare sia in Patria sia nei teatri operativi esterni con immutata dedizione e fiducia nei confronti dello Stato, lo sblocco della situazione è fortemente atteso a tutti i livelli gerarchici, dal semplice graduato al generale, considerato anche che il comparto in questione è l’unico, all’interno del pubblico impiego, a subire il blocco completo di tutti gli istituti economici. Per fortuna però qualcosa finalmente si sta muovendo. Proprio ieri infatti è passata una mozione, presentata da quasi tutti i gruppi parlamentari, a favore della non reiterazione del blocco per l’anno 2015 e dell’eventuale sospensione di quello già in atto, recependo specifiche risorse presso i dicasteri interessati. Le mozioni sono strumenti di indirizzo rivolti al Governo e finalizzati a promuovere una deliberazione dell’Assemblea su determinati argomenti. Speriamo quindi che il Governo recepisca il messaggio e ponga fine a questa grave penalizzazione che affligge migliaia di uomini e donne in divisa che mettono a rischio tutti i giorni la propria vita per proteggere il nostro Paese e per mantenere la sicurezza delle nostre città.

Il Picconatore Dolce

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