25/10/17 Terra dei Fuochi - Rete di Cittadinanza e Comunità: ''Diffidiamo i Comuni''

CASERTA. Le lotte ambientali in Terra dei Fuochi non hanno prodotto solo manifestazioni eproteste. Hanno sviluppato consapevolezza nei cittadini e hanno indotto le istituzioni alegiferare in materia. Tuttavia, le leggi regionali di cui siamo stati dotati in nessunmodo possono essere considerate sufficienti a risolvere il problema della prevenzionedei roghi tossici e della messa in sicurezza delle aree incendiate. Applicarle, però,sarebbe stata almeno una dimostrazione di buona volontà da parte delle istituzioni nelfar fronte a una piaga che da troppi anni affligge la Campania. Invece, non èaccaduto. E’ il caso della l.r. 20/2013 che regolamenta le azioni da intraprendere inmerito alle zone pubbliche e private soggette a sversamento abusivo di rifiuti e roghi.

In particolare, gli artt. 3, 6 e 7, obbligano i Comuni della Regione Campania ad istituire il registro delle aree interessate da abbandono e rogo di rifiuti a censire le aree pubbliche e private utilizzate per le speciali forme di gestionedei rifiuti solidi urbani o assimilati temporaneamente consentite ai sensi dell'articolo191 del decreto legislativo 152/2006 o degli altri provvedimenti adottati nell'ambitodell'emergenza rifiuti nella Regione Campania.

 

Tale censimento, è finalizzatoall'attivazione da parte dell'amministrazione regionale di un programma di interventiper lo svuotamento dei siti censiti, nonché all'aggiornamento degli elenchi contenutinel Piano regionale di bonifica. a provvedere all'attivazione di siti di stoccaggio, debitamente autorizzati, deirifiuti contenenti amianto da depositare in ambienti chiusi e protetti.In assenza di ottemperanza ai suddetti obblighi, in assenza di ascolto da parte deiPrimi Cittadini nei confronti della cittadinanza stanca di vivere in condizioni disastrosee a seguito, soprattutto, di un’estate in cui i roghi tossici si sono moltiplicati inmaniera esponenziale senza che una sola parola venisse spesa dalla RegioneCampania e che una sola significativa azione venisse messa in campo dalla VicePrefettura alla Terra dei Fuochi, la Rete di Cittadinanza e Comunità insieme ai comitatidi Stop Biocidio hanno diffidato i Sindaci dei seguenti comuni ad adempiere il lorodovere:1. ACERRA2. AFRAGOLA3. CAIVANO4. CARDITO5. CARINARO6. CASALNUOVO7. CASORIA8. CRISPANO9. ERCOLANO10. FRATTAMAGGIORE11. GRICIGNANO12. MARCIANISE13. MARIGLIANELLA14. MARIGLIANO15. MODRAGONE16. NOLA17. ORTA DI ATELLA18. SAN GIORGIO ACREMANO19. SANT'ANASTASIA20. SAVIANO21. TEVEROLA22. TRENTOLADUCENTATale azione congiunta, nel suo primo step, si è svolta a partire dal “Diffida Day” del 12ottobre u.s. ed è proseguita nei giorni successivi.Non dovrebbero essere i cittadini a chiedere di essere tutelati da leggi adeguate, né aindurre le istituzioni all’applicazione degli strumenti normativi posti in essere.Dovrebbe essere una precisa responsabilità di chi governa mettere in campo tutto ciòche è necessario per salvare una terra allo sfascio. E invece, ancora una volta, è dalbasso che parte la spinta a cambiare le cose. E’ dal basso che viene la conoscenzadegli strumenti normativi. E’ dal basso che si richiede rispetto per le persone e per lavita.

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