26/02/16 Conflitto d’interessi: ok della Camera, ora passa al Senato

ROMA. La Camera ha approvato oggi con 218 voti a favore la proposta di legge sul conflitto di interessi. Il provvedimento passa all'esame del Senato.

Il testo, che va ad abrogare la legge Frattini del 2004, riguarda "i titolari di cariche di governo nazionali: il presidente del Consiglio dei ministri, i vicepresidenti del Consiglio dei ministri, i ministri, i vice ministri, i sottosegretari di Stato e i commissari straordinari del governo, i titolari di cariche di governo regionali: i presidenti delle Regioni e delle Province autonome ed i componenti della giunte regionali e delle Province autonome; i membri del Parlamento; i consiglieri regionali".

La legge prevede, tra l'altro, il controllo preventivo sugli eventuali conflitti di interesse da parte dell'Antitrust, che sarà rafforzata e i cui membri saranno eletti dal Parlamento e non più dai presidenti delle Camere. Le norme sul conflitto di interessi saranno applicate anche alle Autorità indipendenti. Prevista anche la possibilità di creare un "blind trust" per la gestione dei beni dei titolari di cariche di governo e "qualora non vi siano altre misure possibili" la "vendita dei beni e delle attività patrimoniali rilevanti".

"Dopo il voto di oggi, l'Italia ha fatto un passo fondamentale per avere una legge sul conflitto di interessi in linea con gli standard europei", commenta Francesco Sanna, deputato del Pd e relatore della legge. "Il nostro Paese - spiega - aveva davvero bisogno di una norma innovativa, come quella appena approvata, capace di tutelare le istituzioni dall'eventuale inquinamento prodotto dai conflitti d'interesse patrimoniali di persone che ricoprono importanti cariche di governo ed elettive. Ora la palla passa al Senato. L'approvazione rapida della legge sarà un fatto politico di svolta nella qualità delle nostre istituzioni, perché permette al Paese di dare regole moderne al compromesso tra capitalismo e democrazia".

"Erano venti anni che aspettavamo una legge sul conflitto di interessi ma quella che la Camera sta approvando sembra scritta ancora con il timbro di Silvio Berlusconi", commenta il capogruppo di Sinistra italiana Arturo Scotto.

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