10/02/16 Safer Internet Day: nasce la Carta di Roma

ROMA. La scuola è pronta a schierare migliaia di insegnanti per disciplinare l'uso del web da parte dei ragazzi. "Il piano nazionale della scuola digitale non è uno strumento in più ma un luogo dove animatori digitali (insegnanti) sono pronti a mettersi in gioco e a capire le potenzialità e i rischi che si corrono in rete", ha detto il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini nel corso del suo intervento al convegno "Sicurezza della rete e Internet governance: il ruolo delle istituzioni e della società civile nella protezione dei bambini degli adolescenti", organizzato da Telefono Azzurro in occasione del Safer Internet Day.

"Oggi in cento Paesi del mondo - ha continuato il ministro - le scuole si interrogano su Internet, su come renderlo più sicuro e migliore. Circa 9 milioni di studenti in Italia, decine di milioni di giovani in tutto il mondo oggi si prendono questo impegno. La scuola e il governo italiano già lo stanno facendo. Come in tutte le strutture o luoghi senza limiti e confini Internet rende limitato il diritto di ogni singolo utente. Il web rappresenta un potere straordinario che deve essere esercitato al meglio, non permettendo fenomeni come il cyberbullismo". La scuola, ha concluso, "fa la sua parte consapevole di essere di fronte ad un processo di cambiamento irreversibile, un buon processo perché la condivisione di cose e conoscenze rappresenta il sale della democrazia". "Internet e' una risorsa straordinaria - ha sottolineato Roberto Di Legami, direttore del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni - ma la sua rapidissima diffusione, complici soprattutto i social network, coinvolge in misura crescente proprio i piu' giovani: l'87% dei ragazzi si connette alla rete via smartphone, e il 62% di questi lo fa utilizzando un apparecchio di ultima generazione e senza la supervisione di un adulto. Proprio la facilita' con cui i 'nativi digitali' navigano sul web puo' pero' fargli confondere il confine tra 'reale' e 'virtuale' e smarrire la misura di quanto possono far male con certi comportamenti: il rischio e' che lo schermo del pc, del tablet o dello smartphone si trasformi in un diaframma alla sofferenza della vittima di turno". Dati alla mano, ha ricordato Di Legami, "l'anno scorso sono diminuiti i casi di furto di identita' digitale ma si e' registrato un aumento della condivisione on line di immagini a sfondo sessuale che possono innescare reati ancora piu' gravi, come lo sfruttamento o l'estorsione". Quanto all'adescamento via web, che in Italia costituisce reato dal 2012, "le comunita' di pedofili sembrano sempre di piu' attirate dai social network, visti come una piattaforma potenziale per favorire un successivo contatto fisico e diretto". 

Per il direttore del Servizio Polizia postale, in definitiva, "certi fenomeni vanno monitorati con grande attenzione, senza abbassare la guardia, ma evitando di demonizzare la rete: quello che veramente serve e' la consapevolezza che contro il cyberbullismo e contro ogni altra forma di prevaricazione on line non bastano il solo approccio repressivo e il nostro lavoro quotidiano di contrasto, serve una sinergia di istituzioni, onlus, grandi aziende e social network". 

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