24/03/17 Storie di Calisthenics, intervista a Simone Mallus

BOLOGNA – Sono tantissimi gli sportivi, in Italia, che preferiscono un allenamento a corpo libero a quello "classico" in sala pesi. Diversi sono i metodi di allenamento, le discipline e gli sport che si possono praticare con il solo ed esclusivo utilizzo del proprio corpo, in questa sede però si parlerà unicamente di Calisthenics. Dal greco, καλός che significa "bello", e σθένος che significa "forte". Basterà digitare "Calisthenics" su un qualsiasi motore di ricerca per scoprire l'etimologia della parola e gli affascinanti collegamenti con la storia antica, ma noi di VoceNuova.tv abbiamo voluto approfondire, in questo primo articolo dedicato al tema, intervistando Simone Mallus. Personal trainer innamorato del proprio lavoro, ha portato da qualche anno la calistenìa a Bologna, dove impartisce quotidianamente lezioni presso l'omonima palestra "Calisthenics Bologna".

 

Ciao Simone, raccontaci del tuo primo approccio col Calisthenics.

 

«Ho conosciuto questo sport circa 10 anni fa, quando rimasi impressionato da alcuni video su Youtube di un ragazzo americano, conosciuto come Hannibal For King, che si allenava al Rookville Park Fitness circuit di New York. I suoi video, la sua storia un po' travagliata e ciò che voleva esprimere coi suoi allenamenti hanno fatto sì che in breve tempo diventasse un personaggio popolare. Questa ammirazione nei suoi confronti si trasformò ben presto in curiosità e in voglia di emularne le gesta. Da qui i miei primi allenamenti».

 

Anche per te questi allenamenti, così come per la tua fonte d'ispirazione, erano un modo per esprimere qualcos'altro?

 

«La decisione di impegnarmi col Calisthenics fu dettata e vincolata anche da una situazione lavorativa negativa e da un periodo molto difficile, dal punto di vista economico e mentale. Quando mi allenavo al parco sfidavo apparentemente le leggi della fisica, in maniera del tutto gratuita, e avevo la possibilità di sfogare in qualche modo tutta la negatività che può avvolgere un ragazzo di 25 anni con problemi di lavoro ma, nonostante tutto, nel pieno delle proprie forze».

 

E poi hai fatto della tua valvola di sfogo il tuo lavoro. Come ci sei riuscito?

 

«Coi primi alenamenti iniziò a formarsi in maniera del tutto latente ciò che oggi è Calisthenics Bologna. In breve tempo l'interesse per questo sport si estese a chi si lasciava incuriosire dalla mia interpretazione di esso e voleva condividere con me gli allenamenti. La chiave di volta fu la possibilità che mi venne data da un amico di frequentare la sua palestra. Imbastimmo un corso di allenamento a corpo libero, nelle ore a disposizione, con una forma ancora acerba rispetto a quello attuale. Un'esperienza che mi responsabilizzò e mi diede la motivazione per continuare a sforzarmi in questa direzione. Ero felice di poter dare consigli e di poter trasmettere agli altri tutto ciò che avevo imparato e che continuavo ad imparare, visto che iniziai anche a studiare per diventare Personal Trainer. Ancora oggi non smetto di formarmi e a frequentare diversi corsi in tutta Italia».

 

Mettiamo per un attimo da parte i benefici prettamente estetici, le acrobazie spettacolari e Hannibal For The King. L'allenamento a corpo libero, in questo caso detto anche funzionale, fa davvero bene come dicono?

 

«Di questo ne sono sempre più sicuro. Se insegnato correttamente, il Calisthenics è un'ottima disciplina per migliorare la forza, la postura e la propriocezione. Inoltre tutte queste capacità, unite a tante altre, si potrebbero estendere come allenamento di supporto a tanti altri sport apparentemente anche molto diversi dal Calisthenics».

VoceNuova.Tv ringrazia Simone Mallus per la cortesia e la disponibilità dimostrateci nel corso dell'intervista.

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